Istituzione scuola entro aprile, il Comune promette 385 stabilizzazioni

Bologna, 19 mar. – L’obiettivo del Comune è arrivare all’Istituzione Scuola entro la fine di aprile, in tempo per il nuovo anno scolastico. Lo ha spiegato stamane l’assessore alla Scuola, Marilena Pillati ai sindacati confederali e di categoria, chiamati a Palazzo D’Accursio per illustrare una prima bozza, che sarà discussa con le sigle i primi di aprile. Critico il sindacato di base Usb che vorrebbe frenare la discussione alla luce della “situazione politica in movimento” a livello nazionale, tra riforma della pubblica amministrazione e relativi esuberi, spending review, tagli alle società partecipate e agli enti strumentali, estensione del blocco del turnover.

Il Comune di Bologna promette la stabilizzazione di 385 persone, in tre anni e lo vuole fare a partire dai 74 collaboratori dei nidi, che sono stati assunti in Asp e che, a partire da luglio passeranno direttamente alla nuova istituzione.  Il piano, spiegano le sigle uscendo dall’incontro, prevederebbe di partire con gli educatori dei nidi da settembre prossimo, per passare a una prima tranche di ”bidelli” e insegnanti nel settembre 2015 e con una seconda da settembre 2016. Il bando per i primi educatori da assumere partirebbe addirittura a breve, dopo che la Giunta, martedì prossimo, approverà la procedura. A oggi, i cosidetti posti vacanti tra gli educatori dei nidi sono 53 (di cui 29 per sostegno all’handicap). Gli insegnanti delle scuole dell’infanzia da stabilizzare, poi, sarebbero 139 più 19 per l’handicap, gli operatori dei servizi scolastici 47 e 11, e gli operatori per i servizi per la prima infanzia 34 più sette. Nella attuale previsione del Comune, tra il 2014 e il 2016, insomma, si potrebbero assumere 310 persone ai quali si andrebbero ad aggiungere le assunzioni degli operatori già entrati in Asp Irides, per un totale di 382 persone.

Nel documento, però, c’è una frase sibillina che mette in allarme in particolare Usb e Adi e che induce le altre sigle a fare una seria e approfondita riflessione: le assunzioni saranno effettuate “fatte salve le verifiche, prima di procedere, relative al rispetto delle norme che impongono agli enti locali limiti di spesa e assunzionali e al rispetto del limite finanziario del 50% delle risorse destinabili alle assunzioni”. Questo, per Gloria Bianchetti dell’Adi potrebbe chiudere la strada al piano, senza contare che l’espressione usata nel documento “posti vacanti” non corrisponde al bisogno reale ed è troppo vaga.

Per Michele Vannini della Fp-Cgil il “piano triennale arriverebbe al superamento del precariato nei servizi educativi e scolastici ed è un obiettivo molto ambizioso che se realizzato determina il più grande processo di stabilizzazione del precariato da quando esiste il Comune”. Loredana Costa della Uil è positiva: “Se si arriva al risultato è come aprire un’impresa medio-grande, quindi i numeri sono fonte di ampia soddisfazione”. Di certo, però, “con il Comune bisogna parlare del piano assunzione a 360 gradi, perché non ci sono solo questi tra i lavoratori che devono essere stabilizzati”. Inoltre, per l’esponente Uil, “dobbiamo tenere d”occhio sia le normative nazionali, che il bilancio del Comune e vedere se l’operazione può essere portata a termine”. Quanto a Enrico Bassani della Cisl “questi numeri vanno tradotti in termini pratici, per questo abbiamo chiesto tempo per studiare il documento e le norme che richiama”. Potenzialmente, aggiunge, “stiamo parlando di tanti posti di lavoro, ma il piano va concretizzato e il bilancio puo” influire sulle intenzioni”. Infine c’è il problema Asp: “va studiato” i lavoratori dei servizi educativi passano da Irides all’Istituzione.

Il prossimo incontro specificatamente dedicato all’Istituzione è in calendario per il primo aprile.

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