Interviste a pagamento: l’ordine dei giornalisti aveva ricevuto denunce

14 ago. – L’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna vuole vedere chiaro nella vicenda degli spazi a pagamento acquistati da alcuni gruppi politici regionali in alcune televisioni locali. Per questo aprirà a breve un procedimento per valutare se i propri iscritti si siano comportati secondo il codice deontologico che regola la professione giornalistica. Lo ha ribadito ai nostri microfoni il presidente regionale dell’Ordine, Gerardo Bombonato che ha detto che a breve l’ordine farà richiesta alla Regione delle carte (si parla di fatture fatte dalle emittenti ad alcuni gruppi consigliari) e chiederà anche le registrazioni dei programmi.

“Quando sarà aperta l’inchiesta valutaremo e prenderemo le nostre decisioni” ha detto Bombonato, sottolineando che già in passato l’ordine si era attivato in questo senso. Erano arrivate segnalazioni di queste pratiche da parte di esponenti politici ma non si era potuto concludere il procedimento perché “i politici non brillano per coraggio“: chiamati a testimoniare davanti al consiglio dell’ordine si sono tirati indietro. In passato, inoltre, non era stato possibile rintracciare prove di questa compravendità. “Ora sembra che ci siano anche delle fatture” ricorda Bombonato che comunque non vuole sbilanciarsi fino a quando l’ordine non avrà svolto la propria indagine.

L’informazione non fa parte di una compravendita” ci tiene a sottolineare il presidente dei giornalisti che precisa: “Difficilmente un’intervista di questo tipo è un’informazione pubblicitaria”. Diverso è il discorso degli spazi autogestiti che i partiti acquistano durante la campagna elettorale. “Ogni giornalista dovrebbe sapere che non può prestarsi a questo” dice Bombonato che ricorda che le sanzioni sono di 4 tipi, e vengono comminate a seconda della gravita dell’infrazione: richiamo verbale, censura scritta, sospensione da 2 mesi a 1 anno e radiazione dall’albo.

Ascolta Bombonato Bombonato

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