Intervista a Pier Danio Forni degli Husky Loops

18 ott. –  “Ho semplicemente deciso che volevo provare ad arrivare un pubblico un po’ più grosso e vedere come me la sarei cavata in una scena diversa. Quindi ho deciso di andare a vivere a Londra, perché era la città migliore per queste cose cinque anni fa”. Si racconta così Pier Danio Forni Jr. ai microfoni di Cotton Fioc. Lo abbiamo intervistato per raccontarci EP2, il nuovo lavoro degli Husky Loops, band di bolognesi trapiantati a Londra composta da lui, Pietro Garrone e Tommaso Medica.

“Io sono andato all’università per studiare musica, ma quella era un po’ una scusa, perché quello che volevo fare era suonare nelle band – ovviamente. Dal giorno in cui sono arrivato in questa città volevo avere il mio progetto”, continua Pier Danio. “Ho iniziato a suonare prima con una ragazza che si chiamava Pippa Cox, il progetto si chiamava Plain Chocolate. Poi mi sono messo a suonare con Pietro – attuale batterista degli Husky Loops – in una band che si chiamava Terrible Eyes. Insieme abbiamo deciso di mollare quel progetto e formare gli Husky Loops”.

La band ha appena annunciato la partecipazione al tour europeo di novembre dei texani Spoon e, al momento, si trova in tour con i Placebo: “Al momento, in realtà, siamo in attesa. Hanno annullato due date, per ora, a causa dei problemi di gola di Brian Molko, stiamo aspettando notizie. Speriamo di riprendere quanto prima e di non annullare le date, ci piacerebbe molto suonare a Brixton Academy. Londra, per noi, ormai è casa: sarebbe come tornare a fare uno show a casa”.
Questo tour con i Placebo ha dato loro modo di suonare davanti a molte più persone rispetto al solito: “Suonare davanti a migliaia di persone è un’esperienza diversa per noi. È la prima volta che ci succede. Ogni cosa che fai è amplificata all’ennesima potenza”.

Gli Husky Loops hanno appena rilasciato EP2, una sorta di lavoro speculare rispetto all’esordio EP1, pubblicato da Alcopop nel 2016: “In entrambi è presente il tema della ripetizione, il primo è completamente nero e l’altro è bianco”, spiega Danio. “Li vediamo come due capitoli dello stesso discorso, come se messi insieme potessero formare un album. Non abbiamo ancora sviluppato il nostro modo per fare un intero LP, ci siamo trovati molto a nostro agio a lavorare su piccoli EP. Con questo formato puoi concentrarti molto di più sul singolo brano”.

Per un expat, quali sono le maggiori differenze tra Bologna e Londra? “Londra è un ambiente molto più challenging: ti trovi in una città in cui ti senti spronato a dare di più, sei in un posto dove tutti vengono qua per fare qualcosa e questo ti spinge a lavorare il triplo“, racconta Danio. “Bologna è un luogo in cui puoi sviluppare la tua passione e diventare bravo tanto quanto qui, non c’è alcuna differenza a livello di qualità artistica, ma è anche un posto dove ti puoi sedere molto sulla tua poltrona e farti i cavoli tuoi, e magari non arriverà mai nessuno a spronarti. Qui, se fai così, non esci neanche di casa.”

Danio conclude con un consiglio per i giovani artisti che hanno in mente di trasferirsi all’estero per seguire le proprie passioni: “La cosa più importante è fare quello che ti senti di fare, tu devi fare la tua musica e la tua arte. Fare ciò che a te piace e farlo per te stesso, in primis. Londra è un luogo adatto se sei una persona che è disposta a lavorare molto e a dare tutto quello che ha per la propria carriera, che è quello che sto facendo io. A Bologna questo mi era semplicemente più difficile“.

Gli Husky Loops suoneranno a Bologna il 9 dicembre, durante il loro tour europeo da headliner.
Ascolta il podcast dell’intervista a Pier Danio Forni ai microfoni di Cotton Fioc.

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