Insegnanti a rischio stress. Arriva la psicologa

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Bologna, 11 dic. – Uno sportello d’ascolto per gli insegnanti contro il rischio stress. L’iniziativa è promossa dalla Gilda, che questa mattina ha dedicato un’assemblea proprio allo “stress d’aula“. Lo sportello con una psicologa sarà operativo da gennaio: si tratta di uno strumento “gratuito ed anonimo”, spiega il referente della Gilda di Bologna, Giovanni Cadoni, che successivamente potrà svilupparsi in corsi di formazione e aggiornamento per gruppi. Del progetto si occuperà Eleonora Motta, psicologa e psicoterapeuta.

Parlando con gli insegnanti “riscontro innanzitutto un senso di enorme solitudine”, spiega proprio Motta. Lo sportello “ovviamente non è pensato come uno spazio terapeutico ma di ascolto”, continua la psicologa: un’occasione per trovare una persona che “proverà a starvi al fianco per aiutarvi a trovare e sperimentare strategie per la soluzione dei problemi”.

Di fronte a genitori sempre più “aggressivi”, e’ necessario che l’opinione pubblica “si liberi della visione studente centrica”,  sottolinea Gianluigi Dotti, responsabile del Centro studi nazionale della Gilda, “spostando l’attenzione anche sulla figura e la professione dei docenti, perché sono loro che si occupano dello studente, lo educano e lo  fanno crescere”. Si tratta, dunque, di “prevenire il disagio, fornire formazione adeguata- aggiunge- strumenti e ambienti di
lavoro idonei, obiettivi compatibili con le risorse”.

Tra i docenti che sono intervenute dalla platea nell’assemblea di stamattina, la prima strappa l’applauso dei colleghi chiedendo se “è possibile organizzare incontri di questo tipo con i dirigenti scolastici” (comunque invitati, precisa la Gilda, anche all’iniziativa di oggi). “Sono una delle insegnanti che, grazie alla riforma Fornero, dovranno lavorarare fino a 67 anni, quali sono- chiede un’altra- le strategie per arrivare fino a quel’eta’?”.

E’ intervenuto Interviene anche un docente dell’Ic16, che ieri ha presentato il proprio bilancio sociale: ora “tutti sanno quante assenze facciamo e che voti diamo”, si sfoga, ma quel documento “e’ pieno zeppo di errori, perche’ si vogliono fare queste cose ma senza avere il tempo di tenerle aggiornate”. Un’altra prof, subito dopo, chiede lumi sull’informatica, perche’ “il registro elettronico mi ha mandato in palla”. E una sua collega, battendo sullo stesso tasto: “Ci vedo poco, devo lavorare fino alle dieci di sera per immettere tutti i dati”. In effetti, il registro elettronico “causa uno stress enorme”, conferma Bertuzzi. Eppure, si tratta di “una forzatura senza senso, che i dirigenti fanno complicando la vita ai docenti- afferma Dotti- solo per rispondere ad una circolare smentita dal sottosegretario Gabriele Toccafondi, il quale ha chiarito che il registro elettronico non e’ obbligatorio”.

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