Inquinamento. Per i bimbi di Bologna sei mesi in meno di aspettativa di vita

Bologna, 5 dic. – Chi è nato nel 2017 a Bologna ha un’aspettativa di vita inferiore di sei mesi rispetto a quella attuale per colpa dell’inquinamento. A stimarlo, sul lungo periodo, è l’Ausl nella Valutazione d’impatto sanitario realizzata fotografando a 360 gradi la situazione dell’anno scorso a livello cittadino.

La stima sul lungo periodo dell’Ausl (cioè nell’arco di almeno 10 anni) riportata nel bilancio ambientale di Palazzo D’Accursio recita che “dall’analisi sugli anni di vita persi si evidenzia che l’aspettativa di vita alla nascita del 2017 viene ridotta di sei mesi circa“.

A Bologna crescono i morti per smog

Lo studio è stato allegato dal Comune nel suo bilancio ambientale, discusso questa mattina in commissione a Palazzo D’Accursio.

“La situazione è allarmante”, commenta nel corso della commissione Federico Martelloni, capogruppo di Coalizione civica in Comune, che punta l’attenzione soprattutto sulle concentrazioni di biossido di azoto (No2). Il valore indicato nel bilancio ambientale 2017, segnala Martelloni, riporta un dato di 46 microgrammi per metrocubo come media annuale registrata dalla centralina di porta San Felice. Lo stesso identico valore però viene indicato come obiettivo anche per il 2019, “quando per legge dovrebbe essere 40. Mi sembra un’implicita ammissione di un problema- afferma il numero uno di Coalizione civica- il dato tra l’altro è peggiorato del 15% nel corso del 2018”. I tecnici del Comune rispondono spiegando che “il trend generale dell’inquinamento in città è in calo negli ultimi anni”, nonostante l’incremento registrato proprio nel 2018. In particolare, la diminuzione si registra “sulle polveri sottili. L’andamento del biossido di azoto, invece, è piuttosto in leggero aumento anche con le politiche amministrative messe in atto”. Per questo “è difficile prevedere un calo” per il 2019, spiegano dal settore Ambiente di Palazzo D’Accursio.

Nel 2017, rileva l’Ausl, sono stati 35 i decessi per cause naturali a Bologna legati a eventi attribuibili alle polveri sottili (pm10), di cui 10 per patologie cardiovascolari e cinque respiratorie, a cui si aggiungono altri 60 decessi legati alle pm2,5 (polveri ultrafini), 24 per effetto dell’ozono (di cui 14 per patologie cardiovascolari e due respiratorie) e 33 legate al biossido di azoto. Per quanto riguarda i ricoveri, per patologie respiratorie si parla di 42 casi legati alle pm10, 103 per le polveri ultrafini, 41 per ozono e 106 per biossido di azoto. Sotto il profilo delle patologie cardiovascolari, invece, risultano 58 ricoveri per polveri sottili, 79 per le pm2,5 e 84 per eventi attribuibili all’ozono. Si tratta di numeri che “non presentano variazioni significative rispetto agli anni precedenti, né in incremento né  in calo”, sottolineano i tecnici del Comune. E che comunque i decessi per smog rappresentano “una percentuale molto ridotta” sul totale delle morti in città.

 

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