In corteo per una ricostruzione finanziata al 100%

24 nov. – Si sentono trattati da terremotati di serie B gli emiliani scesi in piazza a Mirandola, quelli che hanno dovuto subire il sisma in periodo di crisi ed austerity. Erano in 1500 per lo più dei vari comitati sparsi per il territorio colpito dalle scosse, riuniti nel coordinamento Sisma12. Il corteo, partito da piazza Costituente ha percorso il perimetro del centro, zona rossa appena dopo il terremoto, ora aperta ma deserta: non c’è palazzo, casa o negozio che non sia transennato e puntellato.

E’ soprattutto la questione della casa a preoccupare. La maggior parte delle persone ha trovato alloggio da amici o affittando ciò che trova, “alcuni sono andati a vivere nei garage” raccontano. I contributi per l’autonoma sistemazione tardano ad arrivare: “sono stati pagati giugno e luglio”, spiegano, “per gli altri mesi ci hanno detto che dovremo attendere il 2013”. Qualcuno dorme ancora nei camper, parcheggiati dietro al cimitero: “li hanno fatti spostare lì per non farli vedere” dice Francesco di “Dal basso nella bassa”. Il comitato popolare di Mirandola dall’impianto audio del corteo ha denunciato che le case sfitte Acer sono ancora molte, al contrario di quanto promesso dal presidente della Regione Vasco Errani, mentre gli affitti di mercato restano alti.

I manifestanti chiedono il 100% di indennizzo per la ricostruzione per tutti, anche per le case danneggiate lievemente, “come è stato sempre e sempre dovrebbe essere”. “Ora è previsto il rimborso fino all’80%”, spiegano durante gli interventi, “nonostante molti promettano che il decreto cambi, ora resta com’è”. Intanto si avvicina la fine della proroga per l’esenzione tributaria e allora durante il corteo sono molti a cantare “noi le tasse pagheremo se ricostruzione avremo”.

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