Illegittimo il precariato a scuola. Partono i ricorsi

Bologna, 27 nov. – Partono anche in Emilia Romagna i ricorsi degli insegnanti precari, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea, che ieri ha dichiarato illegittimo il precariato nella scuola.

Ieri la Gilda di Bologna ha annunciato che dai primi di dicembre darà il via ai ricorsi. Sono 300 gli insegnanti che avevano fanno ricorso con loro, procedimenti sospesi proprio in attesa della sentenza della Corte. Secondo Giovanni Cadoni, coordinatore della Gilda Bologna, le graduatorie ad esaurimento, a cui fa riferimento il governo Renzi, andrebbero riviste. Si tratta di 170mila a livello nazionale, ma tra loro ci sono insegnanti che hanno lavorato solo nel privato, mentre al contrario sono esclusi alcuni insegnanti che potrebbero averne diritto.

Domani, venerdì 28 novembre, toccherà alla Flc-Cgil regionale presentare le proprie iniziative, insieme ai propri legali. E allo schieramento si unisce anche il Codacons, che invita tutti i professori a presentare ricorso contro il ministero dell’Istruzione, per “ottenere il risarcimento danni per gli anni di precariato cui sono stati costretti”. La Corte Ue ha affermato che la normativa sui contratti di lavoro a tempo determinato nella scuola italiana “è contraria al diritto dell’Unione europea. Il rinnovo illimitato di tali contratti per soddisfare esigenze permanenti e durevoli delle scuole statali non è giustificato”. Per effetto di questa sentenza, si spiana dunque la strada verso i ricorsi ai Tribunali degli insegnanti precari, per vedersi riconosciuta l”assunzione e il risarcimento danni.

“Chi lavora ha diritto all’assunzione, senza ricatti o contropartite- afferma in una nota il Coordinamento precari scuola di Bologna– la riforma ”La Buonascuola” di Renzi, invece, ha voluto farci credere che quanto è già nostro per diritto sia una concessione tanto generosa da meritare qualcosa in cambio. Come per esempio, spostarsi di provincia o regione dopo anni di servizio o cambiare classe di concorso fingendo di essere in grado di insegnare qualunque materia. Non si vergogna nemmeno di proporci di fare da tappabuchi, fino addirittura a prevedere ipotesi di demansionamento, sotto la sfavillante maschera dell”organico funzionale”. Inoltre, ad oggi, dal piano di assunzioni del Governo sarebbero esclusi quelli che hanno maturato tre anni di lavoro nella scuola, ma non sono nelle graduatorie ad esaurimento. Secondo la Corte di giustizia europea, invece, “dovrebbero essere assunti- affermano i precari- e poi che fine farà il personale Ata precario?”.

 

 

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