Il sito anti bufale Butac sequestrato dal Tribunale di Bologna

La homepage del sito butac come appare oggi

Bologna, 6 apr. -Il sito anti bufale Butac.it è sotto sequestro. Tutti i contenuti sono al momento irragiungili e nella home page compare l’avviso di sequestro preventivo. A deciderlo il Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna. Il sito è gestito dal bolognese Michelangelo Coltelli.

Butac, acronimo di ‘Bufale un tanto al chilo’ è uno dei più noti siti italiani di debunking e nel corso degli anni si è occupato di verificare molte delle false notizie diffuse soprattutto sul web.

Scrive Coltelli su facebook: “Come vi sarete accorti da qualche ora, Butac è offline causa sequestro preventivo da qualche ora.  Abbiamo ricevuto una querela per diffamazione per un articolo pubblicato su Butac nel 2015 da parte di un medico iscritto all’Ordine Nazionale. Stiamo lavorando con i nostri avvocati per il dissequestro. Abbiamo fiducia nelle istituzioni con cui abbiamo più volte collaborato quando richiesto.  Nel frattempo vi chiediamo di portare pazienza, e ci auguriamo nella vostra comprensione”.

“Per un colpo di genio di qualche magistrato, un intero sito antibufale è sotto sequestro”, ha commetato il vicedirettore de il Post Francesco Costa. Coltelli, ha spiegato al Post che il sequestro preventivo “è stato disposto in seguito a una querela per un articolo pubblicato due anni e mezzo fa, nel quale erano segnalate le dichiarazioni di un oncologo che promuoveva la medicina olistica, senza fondamento scientifico”. Il sito, spiega il Post, aveva già ricevuto querele in passato, ma nei casi precedenti i magistrati avevano disposto il sequestro dei soli articoli interessati e non dell’intero sito, che ha un archivio di oltre 3mila articoli.

Nel caso specifico l’articolo incrimato è stato pubblicato nel maggio 2015 con il titolo: “L’oncologo olistico e l’autoguarigione“. La versione originale non è al momento disponibile essendo Butac sotto sequestro, ma si può comunque trovare nell’Internet Archive qui. Nell’articolo dal tono decisamente canzonatorio a firma Gabriel Deckard si parla di “pseudoscienza in tv”, “pseudoscienza ciarlatanesca” e “pseudomedicina” con riferimento ad un servizio andato in onda sul TG1 Medicina l’8 marzo 2015 dal titolo “Guarire da una malattia, i farmaci non bastano“. Nel pezzo di Butac viene descritto il servizio e si fa anche il nome di un medico intervistato dalla giornalista del Tg1 Medicina ,l’oncologo Claudio Pagliara. Pagliara sulla sua pagina facebook per promuovere il libro “L’amore è la medicina più potente” scrive così: “E’ ormai scientificamente provato che dentro di te esistono risorse incredibili, sempre più medici ne sono consapevoli….nonostante i bastoni fra le ruote che vengono messi, spesso indirettamente, da alcuni invisibili e potenti poteri che agiscono dietro le quinte! Vieni anche scoprire Come trasformare il tuo cervello nel più efficiente produttore di farmaci! Con Amore perché L’amore è la medicina più potente!” Il libro di Pagliara è pubblicato da MacroLibrarsi, casa editrice del novax Giorgio Gustavo Rosso. E infatti proprio MacroLibrarsi ha dato alle stampe libri contestatissimi, o direttamente senza fondamenti scientifici come il volume dal titolo “I Vaccini sono un’Illusione”.

Le reazioni. “Oscurare un intero sito informativo è una misura molto grave, quasi da censura fascista. Se poi davvero – come afferma il Post- il provvedimento è stato adottato su denuncia di un medico che promuove terapie oncologiche olistiche, allora è se possibile ancora più grave”, ha commentato il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana.

“Su internet – scrive il medico, debunker e autore del libro “Salute e bugie” Claudio De Grazia – esistono siti che invitano al suicidio, che dicono che i medici uccidono, che sostengono che dal rumore si guarisce con un frullato. Nessuno li tocca perché internet e libero. Io per primo non ho mai chiesto la chiusura di un sito, sarebbe un atto dittatoriale. Poi un “medico olistico” denuncia un articolo di un sito che smaschera le bufale ed il giudice lo censura. Ditemi voi. Intanto solidarietà a Michelangelo Butac Coltelli. Il resto lo vedremo”.

 

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