Il reddito di cittadinanza lascia indietro disabili gravi e senza casa

In foto la lista di obbiettivi centrati dalla legge di bilancio 2018 secondo il vicepremier Di Maio

Bologna, 30 gen. – “Nessuno deve restare indietro“, era la promessa a sostegno del reddito di cittadinanza. I dettagli del provvedimento però raccontano di una realtà più complessa, con molti disabili gravi che saranno esclusi e con loro anche tante persone senza fissa dimora. I disabili gravi perché il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale non contiene nessun provvedimento specifico per alzare le pensioni di invalidità dagli attuali 280 euro ai fatidici 780. E così, su una platea di oltre un milione e mezzo di persone con disabilità gravi e gravissime, a beneficiare del provvedimenti per effetto dei tanti paletti e limitazioni fissate dalla legge saranno solo 255 mila persone (per il governo), 185 mila per le associazioni di rappresentanza dei disabili. A voler essere ottimisti quindi l’80% dei disabili gravi non otterrà il sostegno. Poi c’è il problema dei senza casa. Secondo fio.PSD, la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora, il 42% dei 50 mila senza casa censiti dall’Istat (dati 2015) è senza residenza, e quindi resterà fuori dal reddito di cittadinanza che richiede proprio la residenza, e per giunta per un periodo di almeno 10 anni.

 

In questa puntata di “Linfe. Sanità, salute, sociale” Giovanni Stinco ne ha discusso con Marco Espa, presidente nazionale di ABC – Associazione Bambini Cerebrolesi, e con Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, onlus che aderisce alla federazione fio.PSD.

 

      Linfe - Il reddito di cittadinanza lascia indietro disabili gravi e senza casa

 

Linfe. Salute, sanità, sociale” è una trasmissione di Ambra Notari e Giovanni Stinco, in onda il lunedì e il mercoledì alle 10.45 su Radio Città del Capo. Qui tutte le puntate di Linfe.

 

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