Il Pdl vuol riformare i consultori “sono dei passacarte per abortire”

16 feb. – Un progetto di legge per riformare i consultori. L’ha presentata il gruppo del Pdl in Regione e nelle intenzioni del vice capogruppo vicario Galeazzo Bignami la riforma fermerebbe lo “sterminio” che ha provocato “negli ultimi dieci anni 100 mila bambini”. Il progetto di legge è composto da 39 articoli ma il cuore della riforma pidiellina si rintraccia all’articolo 13 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Prima di avviare la pratica per l’ivg, secondo il Pdl, alla donna che accede al consultorio dovrebbe essere spiegato “il riconoscimento primario della vita, della maternità e della tutela del figlio concepito”. Poi, se la donna intende andare avanti, si procederebbe secondo la legge 194. I consiglieri regionali pidiellini sono convinti che il fatto che la donna decida in 24 ore di dire sì all’aborto sia il risultato di una scelta affrettata e superficiale. Particolarmente grave, secondo il consigliere Luigi Villani, che oltre il 55% dei fascicoli sull’ivg in Regione si aprano con la certificazione del consultorio a fronte di una media nazionale del 37,2%.

Per Simona Lembi del Pd il fatto che quasi il 60% delle ivg passi dai consultori significa che questi “sono tanti e diffusi nella nostra regione altro che dei passacarte. E’ inaccettabile questa idea del Pdl che le donne siano sempre impreparate e indecise perché non certo così”. “Ci si può sedere attorno ad un tavolo a discutere di quella legge – ha continuato Lembi – ma non con persone che alzano il dito e cominciano a gridare ‘assassine’ o le cose gravissime che ha detto il consigliere Bignami. Casomai, i consultori servono ancora più numerosi”.

Nella foto l’ingresso del consultorio in via S.Isaia dove erano state affisse le donne di carta della campagna Adotta un consultorio del 2008.

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