Il Pd in piazza per Gaza: “Il Governo prenda posizione”

Presidio Pd Gaza_lungo

Bologna, 14 lug. – Due popoli, due stati, una sola pace. Lo hanno chiesto i militanti del Partito Democratico che questo pomeriggio, in una cinquantina hanno tenuto un presidio in piazza del Nettuno per chiedere che si fermino i bombardamenti a Gaza. Davanti ai gradini di palazzo Re Enzo, l’organizzazione del partito ha allestito un piccolo palco: un microfono, due casse amplificate e un gazebo verde. “Mettiamoci alcune bandiere se no sembra un banchetto della Lega” dice un militante intorno alle 18.30, orario di convocazione del presidio. Piove: “E’ per quello che non c’è gente” dice una militante.

E’ Marco Lombardo, responsabile esteri della federazione bolognese dei democratici, a prendere la parola poco dopo le 19. Al suo fianco il segretario Raffaele Donini, il sindaco Virginio Merola, la presidente del consiglio comunale Simona Lembi. “Davanti a questi morti – dice Merola pensando alle vittime dei bombardamenti israeliani nella striscia di Gaza – provo l’imbarazzo per la latitanza dell’Europa e del governo italiano”.

“Senza un territorio per i palestinesi non ci potrà essere sicurezza per gli israeliani” dice il segretario Donini. In piazza prende la parola anche un rappresentante della comunità palestinese che parla di genocidio: “Fermiamo la strage di civili innocenti che il governo della destra israeliana sta compiendo” dice. Dopo di lui Lombardo legge un messaggio della comunità ebraica bolognese: “Basta agli estremismi, basta alla guerra”.

Ad ascoltare ci sono pezzi della giunta di palazzo d’Accursio e del consiglio comunale, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente del consiglio provinciale Stefano Caliandro oltre a dirigenti locali. I militanti di base sono pochi. Ai margini rimane anche l’ex segretario della Camera del Lavoro, Danilo Gruppi, che più tardi affida a Facebook un pensiero molto critico. Gruppi parla di “un campanello d’allarme“: “Ma è mai possibile che a Bologna (a Bologna, non altrove!), di fronte ad una tragedia come quella che sta per l’ennesima volta andando in scena in quella terra martoriata, non si riesca a produrre una mobilitazione delle coscienze in grado di coinvolgere tutta la città, non si riesca a costruire un fronte ampio e trasversale di forze (politiche, sociali, culturali, del’ associazionismo) capace di proporre quella mobilitazione come si è sempre riusciti a fare? Qui- prosegue l’ex numero uno della Cgil bolognese- non c’entra l’inclemenza del tempo, l’orario poco accomodante, il poco tempo a disposizione per organizzare l’ iniziativa (tutte scusette auto consolatorie che rischiano di banalizzare un problema ben più serio)”.

 

 “Non ci può essere equidistanza– dice un dirigente della federazione democratica- io sto con i palestinesi” mentre è intento a smontare il gazebo e a raccogliere le bandiere. Intanto la pioggia ha smesso di cadere, il cielo si è fatto azzurro e dietro palazzo Re Enzo è spuntato l’arcobaleno. “E’ un segno” scherza qualcuno. “E’ solo un arcobaleno” replica un altro.

 

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