Il Palermo dà una lezione al Bologna

Finisce 4 a 1 e potevano essere di più. Il Palermo entra in campo convinto di far sua la gara e ragalare il primo successo interno al suo pubblico. Malesani facilita il compito ai rosanero schierando un Bologna eccessivamente spregiudicato, con Gimenez e Ramirez alti che non coprono. E’ soprattutto sulla corsia del giovane talentino uruguagio che il Palermo costruisce la sua partita, con Balzaretti libero di sganciarsi in incursioni nell’area rossoblù.

E’ subito tiro al bersaglio: al 9° Bovo prende la traversa, poi al 17° ci pensa Pastore a inventare uno splendido gol di esterno da fuori area. Non finisce qui. il Bologna non reagisce, non riesce a tener palla e ripartire, in compenso sbaglia molto: Perez non trova un  banale passaggio e serve Ilicic che si accentra e tira facendo fare una brutta figura a Viviano. Il portiere della nazionale infatti si lascia scavalcare da una traiettoria centrale che gli passa sulla testa.

La ripresa si apre con Buscè e Ekdal al posto dell’impalpabile Casarini e di Gimenez. Passano 2 minuti e per il Palermo è ancora festa. l’azione parte dalla fascia destra, come sempre: cross di Balzaretti per Pinilla che anticipa di testa Rubin e mette in rete. Palermo-Bologna 3-0. Per il Bologna è notte fonda. I rosanero si mettono a fare i leziosi e così su contropiede al 21° Di Vaio lanciato da Mudingaiy mette dentro spiazzando Sirigu con un colpo da biliardo .

Ma lo schema della partita non cambia, non c’è la rimonta, anzi: appena il Palermo riprende in mano il pallino del gioco arriva il quarto centro in contropiede con Bacinovic. Il Bologna rischia addirittura di prenderne ancora e chiude a 4 solo per le buoni opposizioni di Viviano alle punte rosanero.
A Palermo Malesani ci ha capito poco, il giovane Ramirez è apparso assai acerbo per partite di questo livello. Il mister rossoblù ha schierato una squadra troppo scoperta concedendo il controllo del centrocampo al Palermo e permettendo a Pastore e Ilicic di svariare come volevano. Si spera che la doccia fredda di oggi riporti tutti coi piedi per terra in vista della prossima sfida interna con la Juventus.

Visti dalla tribuna:

Viviano, alla vigilia aveva detto che andava a Palermo per vincere: regala il 2° gol a Ilicic. Un po’ di umiltà nella vita non guasta, anche ai bravi portieri.
Garics, si trova davanti un Ramirez che sulla fascia lascia passare di tutto. Fa quel che può.
Britos, i gol arrivano da fuori, segno che non c’è filtro a centrocampo, ma anche in difesa si balla.
Portanova, Il migliore del reparto, se non è umiliazione è perché l’ex senese ci mette del suo.
Rubin, gran recupero su Cassani nel primo tempo, al secondo della ripresa è sovrastato da Pinilla per il terzo gol. Gli subentra Meggiorini nel finale.
Casarini , da un paio di partite ha perso la bussola e Palermo non è un buon porto da cui ripartire. Dal 2°st Ekdal: tenta di dare geometrie ma appare assai leggerino.
Perez, lotta sempre ma è in affanno, si fa ammonire e rischia l’espulsione. Il secondo gol nasce da un suo errore marchiano.
Mudingayi, l’unico che regge la barca, tra l’altro dà l’assist a Di Vaio per il gol della bandiera.
Gimenez, nel primo tempo aggiunge confusione a una squadra confusa: ha la palla del 2 a 1 ma la sbaglia. Nel secondo tempo è sostituito dal rientrante Buscè che mette molte palle in mezzo con poca fortuna.
Ramirez, è spaesato, e gli elogi dopo solo due mezzi tempi non gli hanno fatto bene. Si vede che ha tecnica, ma in serie A non puoi permetterti di far giocare così liberi i tuoi avversari.
Di Vaio, il capitano è giustamente nervoso: non vede palla in una squadra schierata in modo sbagliato. Il 3 a 1 è un piccolo, inutile, gioiello.

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