Il lavoro dopo il terremoto: aumentano Cig e partite Iva

12 nov. – La provincia di Modena, colpita dalle scosse del sisma di maggio, deve fare ora i conti con gli effetti sul tessuto produttivo. La Cgil, che lancia per mercoledì lo sciopero generale, segnala un forte aumento delle ore di cassa integrazione autorizzate, e un “proliferare” di partite Iva che lascia immaginare un preoccupante incremento della precarietà.

Nel periodo compreso tra gennaio ed ottobre sono state autorizzate 16,223 milioni di ore di cig contro le 12,059 del 2011. A far registrare un vero e proprio balzo in avanti (+157%) è la cig ordinaria (da 1.354 a 3,492 milioni). In aumento anche le ore di cig in deroga (da 6,655 a 8,8 milioni), mentre cala quella straordinaria (da 4,499 a 3,930): nel primo caso, avverte il segretario regionale Vincenzo Colla, il dato è la conseguenza di “tante piccole imprese che scompaiono”.  Dunque dalla fase “eroica” dell’emergenza, afferma Colla, bisogna passare “alla progettazione di uno sviluppo che contenga in se’ lavoro”.

L’aumento delle partite Iva, secondo Colla, non è un segnale positivo “dal punto di vista della qualità del lavoro e dei diritti”, “perché spesso apre una partita Iva “un lavoratore che non ha a disposizione neanche una carriola”. Per la Cgil, in altre parole, il ricorso al lavoro autonomo avviene spesso “al posto delle assunzioni” e chi lavora si trova a dover subire condizioni di lavoro al di fuori di ogni tutela.

Intanto dall’incontro tra le associazioni economiche, questa mattina alla camera di commercio di Modena, molti imprenditori invocano uno sciopero fiscale e una manifestazione a Roma. “Dai nostri associati arriva sempre piu’ insistentemente la spinta ad uno sciopero fiscale. Facciamo di tutto per tenere botta, ma se non ci riusciremo andremo anche a dire la nostra davanti a Palazzo Chigi” afferma il presidente di Cna Modena, Luigi Mai.

“Per cinque mesi e mezzo non abbiamo avuto ricavi, e oggi ci viene chiesto di onorare i nostri impegni contributivi entro il 16 dicembre. Ma questo è impossibile” dice  afferma Erio Luigi Munari, presidente di Lapam Modena. Gli imprenditori chiedono una proroga fino al 30 giugno.

 

 

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