Il governo azzera i fondi per i nidi e nessuno li difende

17 gen. – Il governo Berlusconi ha azzerato per il 2011 i fondi per i nidi. Così l’obiettivo europeo di offrire un nido al 33% dei bambini tra 0 e 3 anni si allontana sempre più. In Italia siamo inchiodati al 23-25%, con differenze macroscopiche tra regioni. I tagli che la legge di stabilità ha imposto agli enti locali, che sostengono il peso finanziario del servizio, non farà che peggiorare la situazione. Dunque i posti nei nidi sono destinati a diminuire o nel migliore dei casi a restare gli stessi. E la qualità del servizio è destinata a peggiorare.

Cristiano Gori insegna e svolge attività di ricerca all’Università di Milano Bicocca e all’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS). Libera il campo da alcuni luoghi comuni, profondamente sbagliati, per esempio che il sistema dei nidi costi molto allo Stato.

Ascolta l’intervista a Cristiano Gori: cristiano-gori-post-mp3

In Italia non esiste una lobby che difenda i nidi, ci ha detto Cristiano Gori, sul welfare riescono a farsi sentire solo sindacati e Vaticano. L’unico gruppo che lavora su questo è il Gruppo Nidi Infanzia. Il presidente è Lorenzo Campioni. Nelle sue parole una denuncia chiara: scaduto il piano triennale (2007-2009) sui nidi voluto dal governo Prodi, nulla è stato fatto. Il governo Berlusconi ha stanziato nel 2010 circa 90 milioni di euro, per il 2011 i fondi previsti sono pari a zero. Tutto questo significa che il peso ricadrà interamente sugli enti locali. E la qualità del servizio ne risentirà.

Ascolta l’intervista a Lorenzo Campioni: lorenzo-campioni

In Italia l’opinione che i bambini prima dei tre anni debbano stare a casa con le mamme o i nonni è molto diffusa. Nel nostro paese sono otto milioni i nonni occupati a tempo pieno nell’accudimento dei nipoti. Ma tutto questo non è un bene, prima di tutto per i bambini. Lo dice una ricerca voluta dalla Fondazione Agnelli e curata da Daniela Del Boca e Silvia Pasqua, docenti di Economia Politica all’Università di Torino. La loro ricerca dimostra che i piccoli che hanno frequentato un buon nido sono più bravi a scuola e sanno relazionarsi meglio con gli altri. Non solo, si presenta un problema per il futuro. Se oggi si diventa padri e madri sempre più in là con gli anni, i nonni del futuro saranno molto più vecchi. Avranno la forza di sostituire il welfare come accade oggi?

Ascolta l’intervista a Silvia Pasqua: silvia-pasqua

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