Il Comune riorganizza i Centri anni verdi: più risorse per i prossimi cinque anni

Bologna, 3 lug. – Verso il Piano adolescenza del Comune, progetto che racchiude numerose azioni riassunte in un atto di Giunta adottato all’inizio del 2018, che si pone l’obiettivo di incontrare i bisogni dei giovani adolescenti e delle loro famiglie; dalla Collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, passando per la mappatura dei progetti e dei servizi nei Quartieri rivolti agli adolescenti, il Piano arriva fino la riprogettazione dei CAV, i Centri Anni Verdi: i centri educativi e ricreativi pomeridiani destinati ai ragazzi in età compresa dagli 11 ai 14 anni, sette in tutto, che accolgono circa 150 minori residenti in città nel periodo compreso tra settembre e giugno in orario extra scolastico. Seguiti dagli educatori, qui gli adolescenti ricevono supporto ai compiti e allo studio ma non solo, sono anche sede di laboratori e attività ricreative.

Paolo Marcheselli, Presidente dell’Istituzione Educazione e Scuola, l’organismo strumentale del Comune di Bologna che si occupa dei servizi educativi e formativi e che coordina le attività dei Centri Anni Verdi, spiega che da settembre 2018 è previsto l’ampliamento della fascia d’utenza fino ai 16 anni d’età, prolungamento dell’orario (non si chiuderà più alle 18.30 ma alle 20, anche nei fine settimana), potenziamento delle attività e un aumento delle sedi affinché ci sia almeno un CAV per Quartiere, due nelle realtà territoriali più complesse. Ad oggi infatti l’unico Quartiere sprovvisto è rimasto Santo Stefano. Per fare tutto questo, il Comune metterà a disposizione 1 milione e 600 mila euro, necessari anche al potenziamento delle équipe educative: già dall’autunno un concorso “metterà a disposizione dell’amministrazione 11 nuovi educatori”, implementando il personale dipendente, come spiega la vicesindaca con delega alla Scuola, Marilena Pillati.

Se fino a giugno 2018, la gestione di quattro CAV era affidata all’Istituzione Educazione Scuola, mentre tre erano in appalto alle cooperative Società Dolce, Csapsa Due Onlus e Ceis Arte, dal 17 settembre 2018 ne rimarranno direttamente a IES solo due (Savena e Borgo Panigale). Le cooperative che si aggiudicheranno la gestione quinquennale dei servizi su Navile, Porto-Saragozza, Reno, San Donato e San Vitale, partecipando al bando di gara in scadenza il 16 luglio, tramite le risorse messe a disposizione dal Comune potranno a loro volta integrare il personale con nuovi educatori. E per il futuro, anticipa Marcheselli, si sta “pensando di sperimentare in uno o due CAV la presenza mista”. La notizia dell’aumento delle risorse per i servizi in appalto alle cooperative aveva sollevato i dubbi e le critiche di sindacati e della lista Coalizione Civica, secondo i quali il rischio è così di rendere “stabile e strutturale l’esternalizzazione della maggior parte dei Centri Anni Verdi”.

      Piano Adolescenza del Comune di Bologna

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