Il Bologna vince il derby, Donadoni centra il “triplete”

Il Bologna vince la sua prima in casa battendo la Spal per 2 a 1 e raccoglie la terza vittoria consecutiva, impresa mai riuscita finora sotto la gestione Donadoni.
Il tecnico rossoblù, dopo tante ipotesi fatte in settimana, decide di confermare quella che ormai può essere considerata la squadra titolare: Mirante in porta; M’Baye, Gonzales, Helander, Masina in difesa; centrocampo a tre con Pulgar in mezzo, Donsah e Poli mezz’ali; e davanti Di Francesco e Verdi a supportare il nuovo idolo rossoblù: Rodrigo Palacio.

La partenza del Bologna non è al fulmicotone, anzi, la squadra sembra attendere l’occasione lasciando sfogare la Spal che nel primo quarto d’ora fa molto movimento e prova a far la partita, soprattutto sulla fascia destra dove Paloschi e Antenucci rientrano spesso per prendere palla e riproporsi. Ma il primo squillo è del Bologna al 3° minuto: Poli in mezzo serve Palacio che va sul fondo e crossa per Donsah che non ci arriva per un soffio.  La Spal risponde al 7°: dopo un batti ribatti una palla sporca in area rossoblù arriva a Paloschi che un po’ sorpreso tira da buonissima posizione ma calcia in bocca a Mirante.

Il Bologna è più forte della Spal e lo sa: gioca una partita matura e dopo aver fatto un po’ sfogare i ferraresi colpisce con una azione sontuosa: Verdi sulla destra si beve due avversari e poi lancia perfettamente per Di Francesco tagliando il campo. Cross perfetto del figlio d’arte sul secondo palo, dove Palacio (sempre lui) spizza di testa in mezzo per l’entrata esuberante di Poli che la scaraventa in rete anticipando Gomis. Bologna meritatamente in vantaggio.
Verso la fine del tempo Palacio mostra al Dall’Ara tutta la sua classe: il trentacinquenne argentino parte in contropiede, lascia di sale due difensori spallini e si presenta in area, purtroppo si allunga un pelo di troppo la palla permettendo a Gomis di anticiparlo di un soffio: standing ovation di tutto lo stadio.
Al 45° c’è anche spazio per la Var: Lazzari reclama per un fallo di mano di Masina entrato in scivolata per anticiparlo, ma la tecnologia dimostra che il pallone ha sbattuto contro il fianco e l’ascella del difensore, quindi Guida assegna solo il corner.

Nella ripresa ci si attende la reazione spallina, ma è invece il Bologna a chiudere la partita: Donsah conquista palla e si fa una delle galoppate delle sue, scambia al limite con Verdi ed entra in area dove scocca un tiro/cross che Salamon nel tentativo di rinviare spedisce in rete: 2 a 0. Il derby ha il suo padrone, nella ripresa il Bologna controlla abbastanza agevolmente e la partita sembra in ghiaccio, senonché al 43° Antenucci non adeguatamente contrastato scocca un tiro a giro dal limite dell’area che batte Mirante: 2 a 1 e Spal che a questo punto prova il miracolo, ma non va oltre un tiro alto di Salamon che non riesce a riscattare l’autogol. Potrebbe invece andare sul 3 a 1 il Bologna all’ultimo secondo in contropiede, ma il tiro di Palacio viene ribattuto dalla traversa. Sul rimpallo Verdi segna ma Guida che inspiegabilmente aveva già fischiato il fine gara ad azione in corso annulla.
Peccato, ma va bene così.

Donandoni brinda e pare che finalmente abbia trovato la quadra, tant’è che in conferenza stampa chiarisce che Destro è rimasto in panchina per scelta tecnica, assicurando che prima o poi anche lui troverà spazio, com’è naturale. Ma il Bologna adesso non è più Destro dipendente, Palacio è titolarissimo, gioca bene e fa giocare bene i compagni. Da segnalare tra i rossoblù le prestazioni di Poli, che ha giganteggiato in mezzo, e la solidità della coppia Helander – Gonzales dietro.
Ora il Bologna è settimo in classifica: è troppo presto per sognare, ma nulla vieta di godersi il momento.

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