I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Matthew E. White – Fresh Blood – Spacebomb/Domino
Dopo un primo lavoro affascinante, ma non facile e poco lineare, il nostro trova una decina di canzoni dove la sua voce e le sue composizioni raggiungono l’apice. Artista a tutto tondo che rielabora il concetto di soul come se il suono fosse un quadro pieno di colori che magicamente trovano un’armonia nascosta. Elegante.

DiscoMaps
Tobias Jesso Jr. – Goon – True Panther Sounds
Un disco che nasce dalle vicende personali, non sempre piacevoli, che ha attraversato qualche anno fa questo giovane canadese. I riferimenti sono quelli dei grandi cantautori-al-piano degli anni ’70, da McCartney a Elton John, senza dimenticare il modo di scrivere e di raccontarsi di alcuni nomi più recenti. Non è un caso che Jesso sia stato affiancato alla produzione da Chet “JR” White (ex-Girls), Ariel Rechtshaid, John Collins (New Pornographers) e Patrick Carney (Black Keys). Un debutto che è già un piccolo classico.

DiscoHumus
To Rococo Rot – Instrument – City Slang
Dopo alcuni anni di silenzio, il trio berlinese torna a pubblicare un nuovo disco, continuando a proporre sempre nuove e interessanti variazioni sul tema post-rock elettronico. Autentici pionieri del genere, Stefan Schneider con i fratelli Ronald e Robert Lippock questa volta, agli abituali strumentali, affiancano anche tre canzoni realizzate in compagnia del maestro dell’avant-pop Arto Lindsay, che produce l’intero lavoro. Crepuscolari e vivaci, atonali e divertenti.

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