I collettivi contro sindaco e Procura: “Criminalizzano il dissenso”

Bologna, 15 dic. – Sono “pericolose e tendenziose”, secondo il collettivo Hobo, le dichiarazioni del sostituto procuratore Valter Giovannini che nei giorni scorsi ha fatto sapere che la Procura sta valutando se contestare agli attivisti del collettivo il reato di associazione a delinquere. “Siamo nel paese di Mafia capitale e della regione dove si rubano soldi dei cittadini per comprare sex toy” ha detto Giulia del collettivo Hobo che sorride all’ipotesi di associazione a delinquere. L’attivista, rimasta ferita durante gli scontri avvenuti all’Università venerdì scorso a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Spisa, accusa: “Io studio a Giurisprudenza, pago le tasse universitarie e quel giorno mi è stato proibito di entrare”.

Bersagli degli attacchi polemici di Hobo, LàBas e ROss@, oltre alle parole di Giovannini, sono quelle del sindaco Virginio Merola: “Gravi e offensive le accuse di teppismo” dice Luigi. “Tutte le cose che facciamo le facciamo alla luce del sole. Chi sono i veri delinquenti? In questo paese c’è una corruzione strutturale” incalzano gli attivisti. I collettivi si scagliano contro una classe politica che, alla luce anche del “crollo dell’affluenza” alle Regionali di domenica 23 novembre, giudicano “illegittima” e promettono: “Continueremo a lottare per mandarli tutti a casa”.

Tornando agli scontri durante l’inaugurazione dell’anno accademico della Spisa, a cui avrebbe dovuto presenziare anche il ministro Marianna Madia, che poi, in seguito alle proteste e agli scontri, ha preferito annullare il proprio intervento, gli attivisti rivendicano l’azione. Il ministro, dicono, “si è permessa di venire a Bologna a presenziare ad un convegno e alle studentesse non è permesso di andare a contestarla. Quello era un evento pubblico. Eravamo in fila per entrare e la reazione è stata impugnare manganelli”.

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