“I Bolobene facevano i grossi poi le han prese”. Le voci dei ragazzi

16 set. – All’uscita dal primo giorno di scuola la rissa ai giardini Margherita è uno degli argomenti che nei capannelli dei ragazzi va per la maggiore, fosse pure per fare una battuta con l’amico. Al Galvani, liceo statale storicamente frequentato dai giovani benestanti, gli studenti criticano quanto successo. “I Bolobene facevano i grossi, sono partiti con l’idea di picchiarli tutti e poi le han prese” racconta una ragazza. “Doveva essere un momento per chiarire” dice un’altra, ma “qualcuno è venuto con l’idea di picchiare”. “Sono stati i benestanti a portare coltelli e tirapugni” dice, “per sentito dire”, un’altra studentessa. Le divisioni ci sono sempre state, ci racconta un ex studente che aspetta gli amici più giovani di lui, “da una parte quelli di piazza della Mercanzia dall’altra piazza Verdi, ma da lì a trovarsi per darsi delle pacche né passa…”

Alle Rubbiani in molti negano di aver sentito parlare della rissa. “Non è stata nemmeno una rissa, hanno picchiato uno perché si è presentato con un coltello“, ci dice, fuori microfono, un ragazzo dell’istituto professionale,  “Bolofeccia” secondo gli insulti via web che hanno portato alla rissa. Com’è cominciata per lui è chiaro: “Sono stati quelli del Galvani a dare appuntamento, gli altri han risposto perché provocati”. Le critiche maggiori vanno ai cosiddetti “bolobene”: “Non è una bella cosa vantarsi delle proprie fortune” dice uno. “Dicevano poveracci di m… e zingari” racconta un altro, parlando dei messaggi pubblicati su Ask.fm.

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Il Comune di Bologna esprime “grande preoccupazione” per la maxirissa tra giovani avvenuta venerdì scorso ai Giardini Margherita. Un episodio che – sottolineano gli assessori Marilena Pillati e Amelia Frascaroli
– “interpella a diverso titolo la città e le sue Istituzioni. Secondo le indicazione che la Procura minori vorrà formulare, vogliamo proporre alle famiglie e ai ragazzi coinvolti percorsi mirati, che permettano una profonda riflessione su quanto accaduto, attraverso i propri Servizi sociali ed educativi ed in collaborazione con l’Ausl. Già da oggi sono stati presi contatti con la Procura minori per individuare le migliori possibilità di intervento. Quanto accaduto rafforza quanto mai la consapevolezza che l’area dell’adolescenza vede sempre più allargarsi le situazioni di rischio, che, in assenza di efficaci azioni educative di prevenzione, possono sfociare in episodi come quello accaduto ai Giardini Margherita”.

Il Comune di Bologna – sottolineano gli assessori – “è da tempo impegnato su questo fronte, soprattutto in rete con le altre Istituzioni, in particolare con le scuole, ma la dimensione e le ragioni del disagio e del malessere che coinvolgono un’ampia fascia dei nostri adolescenti richiedono una riflessione ampia e nuove azioni congiunte e coordinate da parte di tutti gli adulti, che rivestono responsabilità nei compiti educativi. Per fare questo occorre avvicinarsi ancora di più ai ragazzi, ascoltarli, comprendere qual è il loro disagio e fare sentire loro che c’è una città che ‘vuole farsi vicina per affrontare insieme il presente e il futuro con meno paura’”.

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