I bambini e la stazione – Yuri Zini

Yuri Zini aveva sei anni il 2 agosto 1980. Quel sabato mattina era andato in stazione con suo padre Gianni, ferroviere. Rimasero feriti lievemente dallo scoppio della bomba alle 10,25. Gianni portò Yuri al Traumatologico, un ospedale che si trovava a poche centinaia di metri dalla stazione. “Mi ricucirono e poi mi mandarono a casa, c’era bisogno di spazio per i feriti più gravi” ricorda Yuri che in questi 39 anni non ha mai voluto parlare in pubblico di quel giorno. Solo qualche mese fa, accompagnando suo padre Gianni in uno degli incontri che l’associazione famigliari delle vittime organizza nelle scuole insieme alla professoressa Cinzia Venturoli, Yuri ha deciso di raccontarsi.

Quando era bambino Yuri aveva un sogno: fare il ferroviere, come il suo papà, voleva guidare i treni. Dopo la bomba però il suo sogno svanì: troppa era la paura dei treni, della stazione e dei rumori forti. Oggi Yuri vorrebbe poter salire sul locomotore che ogni anno, il 2 agosto, fischia l’inizio del minuto di silenzio. “Sarebbe un piccolo risarcimento del sogno che i terroristi mi hanno tolto“.

      I bambini e la stazione_Yuri Zini

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