I bambini e la stazione – Roberta Ruozi

Roberta Ruozi aveva 13 anni il 2 agosto 1980. Aveva finito le medie e a settembre avrebbe iniziato a frequentare un istituto tecnico commerciale di Bologna. Quel giorno, sabato, suo padre Romeo era andato in stazione a prendere la sorella maggiore di Roberta, Valeria: dovevano partire insieme per una vacanza. Romeo era un uomo molto attento alla puntualità, perciò arrivò in stazione con largo anticipo. Era proprio sul primo binario quando la bomba scoppiò alle 10,25.

Roberta quella mattina la trascorse con sua madre tra la spesa alla Coop e qualche commissione. Ritornate a casa la madre uscì pochi minuti per andare dal tabaccaio: lì scopri che in stazione era esplosa “una caldaia”. E da lì iniziò il “tam tam per capire come fare ad avere notizie”. La zia di Roberta andò in stazione a cercare Romeo e la madre avvisò il figlio maggiore che da Verona corse a Bologna e si mise a cercare il papà negli ospedali e alla medicina legale. Inutilmente. Tornati a casa, in serata, ricevettero una telefonata: all’Ospedale Maggiore c’erano ancora 5 salme non riconosciute. Il fratello di Roberta e suo cognato andarono al Maggiore: Romeo era lì, sotto un lenzuolo.

Roberta non ha mai parlato in pubblico della storia di suo padre e non ha mai partecipato al corteo del 2 Agosto. Ha seguito solo a distanza le commemorazioni. Troppo forte il dolore.

      I bambini e la stazione - Roberta Ruozi

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