Hiv a Bologna. Un contagiato su due è maschio gay, apre lo sportello

Bologna, 1 ott. – Aprirà nel 2015 il primo “checkpoint” bolognese, un centro rivolto soprattutto ai gay e gestito da volontari, in cui sarà possibile fare il test rapido per l’HIV. A Bologna il 48,6% dei nuovi casi di sieropositivi è costituito da gay maschi, un dato in controtendenza rispetto al resto della Regione, in cui invece la modalità di trasmissione prevalente sono i rapporti eterosessuali.  I dati si riferiscono all’ultimo rapporto 2013 della Regione, in relazione ai sei anni precedenti (2006-2012).

Chi viene contagiato spesso è perché assume comportamenti a rischio, non usa i profilattici e spesso si accorge tardi di essere sieropositivo. “Blq checkpoint”, che aprirà in via San Carlo 42/c, parte dall’idea, già sperimentata in altri paesi europei, che per fare informazione sul tema sia più efficace una comunicazione tra pari rispetto a quella data all’interno degli ambulatori.

Il centro verrà gestito dalla Onlus Plus, di cui fanno parte pazienti che fanno parte della comunità lgbt. Verranno formati dai sanitari dell’Ausl e per circa sei ore a settimana saranno affiancati da infermieri specializzati che effettueranno il test veloce per l’Hiv, con tempo di attesa di 20 minuti per il risultato.  Il progetto per il momento ha una durata di 12 mesi, si propone di informare anche sulle altre malattie sessualmente trasmissibili e vuole fare analisi dei comportamenti ed esigenze nella comunità Msm (uomini che fanno sesso con uomini). Ha ricevuto un finanziamento dell’Ausl di 58.000 euro e uno di 4.500 euro dal Comune, che fornisce anche lo spazio e le utenze gratuitamente, oltre a impegnarsi a diffondere il materiale informativo.

 

In Emilia Romagna le segnalazioni (tra il 2006 e il 2012) che riportano come modalità di trasmissione rapporti omo-bisessuali non protetti sono in totale 834, di cui solo 9 riguardano persone di sesso femminile. Sono 272 i casi nella provincia di Bologna.

 

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