Hiv. Diminuiscono i casi, ma spesso la diagnosi arriva tardi

aids hiv foto IES Ben al JatibDía CC BY-SA 2.0Bologna, 26 nov. – Continuano a diminuire i nuovi casi di infezione da Hiv in Emilia-Romagna. Ma l’attenzione resta alta, perché la lotta all’Aids non è affatto finita.

Nel 2013, in Emilia-Romagna le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono state 300, pari a 6,7 casi ogni 100.000 abitanti, con un calo costante rispetto agli anni precedenti: 365 nel 2012; 361 nel 2011; 389 nel 2010. I dati li fornisce direttamente la Regione. Solo per un quarto delle diagnosi, però, il test è stato effettuato perché la persona si è resa conto di aver tenuto comportamenti a rischio (23,8%). Inoltre, la modalità di trasmissione del virus è ormai quasi esclusivamente sessuale (88% nel 2013) e il 54,4% è dovuta a rapporti eterosessuali non protetti (31,7% omosessuali o bisessuali). Una persona su due scopre di aver contratto l’infezione quando è già in uno stadio avanzato della sieropositività o addirittura quando è già malata di Aids. In altre parole, c’è ancora poca consapevolezza tra le persone sul fatto che una diagnosi tardiva non permette di accedere in tempo alle terapie antiretrovirali, riducendone l’efficacia. Nella maggior parte dei casi, chi scopre di essere sieropositivo è un maschio (73%) italiano (71%), di età fra i 30 e i 39 anni (33,5%). Tra le donne, la fascia di età con più diagnosi risulta più bassa rispetto ai maschi: 20-29 anni. Il 20% delle donne con Hiv ha scoperto di essere sieropositiva in occasione dei controlli per la gravidanza (erano il 18,8%).

La Regione ha stanziato 2,5 milioni di euro per la formazione degli operatori sanitari e per una nuova campagna di informazione (“Proteggersi sempre. Discriminare mai”), che sarà lanciata lunedì prossimo, 1 dicembre, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids. Uno slogan ideato appunto per contrastare la sottovalutazione del rischio e, allo stesso tempo, il pregiudizio verso chi e” sieropositivo. Un milione servirà per finanziare, il prossimo anno, la formazione di medici, infermieri e personale ausiliari di ospedali, poliambulatori e carceri, anche sui temi dello stigma e della discriminazione. Altri 1,5 milioni di euro sono invece destinati alle attività informative ed educative svolte dalle Ausl nei confronti di giovani e donne migranti e sostenere progetti come il Numero verde regionale Aids 800.85.60.80 (gestito dall’Ausl di Bologna) e il sito Helpaids, che offre consulenze anche in anonimato ed è gestito dalle aziende sanitarie di Modena.

Personale sanitario e volontari saranno in piazza Maggiore a Bologna sabato 30 novembre, dalle 16 alle 19, e domenica 1 dicembre, dalle 10 alle 19, per eseguire il test rapido salivare HIV. Il test rapido è di semplice escuzione, meno invasivo del tradizionale test ematico e assicura il risultato in pochi minuti.

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