Hera. Sull’inquinamento spuntano nuovi documenti

hera berti pichat bolognaBologna, 20 nov. – Nuovi documenti, nuove domande. Dopo l’inchiesta di domenica di Report e le polemiche politiche che ancora non si placano, spuntano due documenti che danno nuovi dettagli sull’inquinamento della sede bolognese di Hera, in viale Berti Pichat. Il primo è un’analisi di rischio commissionata da Hera. Nel rapporto stilato nella primavera del 2012 si elencano alcune misure di sicurezza da adottare nel caso si avviassero i previsti (e poi successivamente annullati) lavori di costruzione di uno studentato. Un documento che comunque illustra come in quella zona, almeno fino alla data di stesura del testo, la bonifica del terreno non fosse ancora completa. Tra le misure proposte nel rapporto non c’è solo la “bonifica radicale” di cui ha parlato il Sindaco Merola in Consiglio comunale, ma anche la meno impegnativa posa di una guaina protettiva per isolare le persone dai vapori nocivi. Comunque, ci tiene a sottolineare Hera, si tratta in entrambi i casi di soluzioni legali, approvate e collaudate. Poi c’è un documento del Comune di Bologna in cui si parla di un eventuale stralcio di una porzione delle aree contaminate dall’attività prevista di bonifica. Sempre in quel documento si racconta di una “nuova contaminazione rilevata” nei terreni.

L’analisi di Hera. Se nei terreni contaminati nella sede Hera di Bologna sarà costruito uno studentato allora sarà necessario isolare le persone dal terreno contaminato con una guaina impermeabile. Altrimenti il rischio dovuto alla “risalita dei vapori inquinanti” non sarà accettabile per chi vivrà al piano terra. Se la struttura invece sarà residenziale con un parcheggio interrato allora la guaina potrebbe non bastare, ma servirà una più radicale bonifica della zona con interventi di bioslurping per purificare il terreno. Lo dice un’analisi Hera datata 24 aprile 2012. Lo studentato non sarà più costruito e i progetti dell’azienda sono cambiati, ma il documento comunque testimonia la situazione – nota e comunque sotto controllo, dicono Hera e il Comune di Bologna – di inquinamento del terreno dell’azienda in viale Berti Pichat. In caso di future costruzioni i rischi dovranno essere comunque tenuti in considerazione.

studente indoor

Una degli scenari “di simulazione” nel documento Hera

Dal documento si comprende anche la differenza tra bonifica e semplice isolamento tramite guaina, con tutte le implicazioni dovute ad un intervento isolante che a volte può non riuscire perfettamente. E’ quello che temono ad esempio alcuni lavoratori Hera dopo aver visto le immagini trasmesse domenica dalla trasmissione Report, immagini in cui veniva mostrata una “macchia verde” in zona dove già la guaina isolante era stata applicata da tempo. Tutta da dimostrare la dannosità e l’origine della macchia, ma i sindacati nel frattempo hanno chiesto ufficialmente all’azienda i documenti riguardanti la sicurezza e la bonifica della zona, e si attendono risposte entro una settimana. Nel frattempo Hera rassicura sulla “macchia”, e ha commissionato indagini ad hoc per analizzare la presunta infiltrazione.

L’analisi del rischio sui terreni Hera “zona albergo” (pdf)

Il documento del Comune di Bologna. Non è comunque detto che il terreno compreso nella cosiddetta “zona albergo” sarà bonificato radicalmente. “Nel documento PG. 42785/14 – si legge nel Verbale della Conferenza dei Servizi dei Siti Contaminati del 6 marzo 2014 – viene data informazione del fatto che sull’area del comparto è in atto una variante urbanistica che modificherà la capacità edificatoria destinata ad usi ricettivi e le dotazioni ad essa connessa, compresa quindi la realizzazione dell’edificio dell’albergo e del relativo parcheggio interrato. Hera ha quindi ritenuto necessario procedere ad un approfondimento di indagine finalizzato alla rimodulazione dell’intervento di bonifica previsto nell’area e all’eventuale stralcio dell’area da quelle da sottoporre a bonifica”.

Sempre nel documento del marzo 2014 si legge in merito all’area Hera dell’ex condensatore – parete est: “Gli obiettivi di bonifica furono autorizzati con PG. 41883/13 e i lavori di realizzazione della vasca di laminazione sono proceduti secondo quanto previsto da cronoprogramma indicato da HERA. All’atto del collaudo, eseguito nel giugno 2013 mediante prelievo di campioni da parete e da fondoscavo, la parete Est (lato Vecchia Officina) ha restituito superamenti di CSR (concentrazioni soglia di rischio, ndr) che hanno portato ad una ulteriore indagine tramite sondaggi orizzontali finalizzata alla delimitazione della nuova contaminazione rilevata; a seguito dei nuovi superamenti di CSR rilevati, HERA propone un monitoraggio di gas interstiziali al fine di redigere un’analisi di rischio in base alle evidenza di campo determinate. L’analisi di rischio viene eseguita con la finalità di dimostrare che le concentrazioni rilevate in sito non diano rischio per i bersagli considerati, proponendo quindi di chiudere il procedimento relativo”.

Il documento del Comune di Bologna (pdf)

“Esiste un programma per bonificare l’intera area – ha rassicurato il sindaco Merola – Tutta la bonifica completa è prevista per il 2018. Tutto il sistema di monitoraggio indica che non ci sono livelli di pericolosità per gli addetti”. Al di là delle parole specifiche utilizzate (bonifica del terreno e impermeabilizzazione non sono tecnicamente la stessa cosa) Merola ha sottolineato più volte e con forza un dato: le relazioni di Arpa e Ausl “dicono che non c’è rischio” per la salute delle persone. Resta da capire come si coniugherà l’ultima frase dell’intervento di Merola (“noi continuiamo a chiedere la radicale bonifica di quanto scoperto al di sotto”) con il documento del Comune di Bologna (marzo 2014) in cui si parla di “rimodulazione” della bonifica e di “eventuale stralcio” di una parte dell’area di proprietà Hera da quella da bonificare.

hera bologna

Defranceschi in procura. La risposta di Hera.  Dopo la diffusione di nuovi documenti riguardanti l’inquinamento dell’area di viale Berti Pichat, Hera ha deciso di riprendere parola. L’azienda, proprietaria dell’area contaminata, ribadisce che l’area dove avrebbe dovuto sorgere lo studentato (operazione poi rientrata per valutazioni commerciali) “non presenta allo stato attuale alcun tipo di rischio” e comunque rientra nel progetto di bonifica previsto dall’Accordo di Programma. Più o meno quanto riferito dai vertici aziendali ai deputati del Movimento 5 Stelle Bernini e Dall’Osso, in visita proprio nella sede di Hera. “Con l’occasione – spiega un comunicato – Hera ha riconfermato che l’area della sede di Bologna di Viale Berti Pichat è pienamente in sicurezza e costantemente monitorata, di concerto con le autorità competenti, sia per tutto quello che riguarda il profilo della salute e sicurezza delle persone che lavorano e transitano nell’area sia per quanto riguarda la qualità dell’ambiente per tutti i cittadini. Nessun rischio, neanche remoto, è riscontrabile per quanto riguarda la qualità dell’acqua potabile”.

L’azienda replica anche al consigliere regionale Defranceschi che su facebook ha parlato di una “bomba ecologica impossibile da delimitare e contenere” e, in un’intervista radiofonica ha detto che “permane un problema di salute pubblica” per dipendenti e “cittadini che vanno a pagare la bolletta” nella sede Hera. “L’area della sede di Bologna di Viale Berti Pichat è pienamente a norma e non presenta alcun rischio per la salute e sicurezza dei dipendenti e dei cittadini. Inoltre, è costantemente monitorata di concerto con le autorità competenti”.

In consiglio comunale invece l’assessore Giannini ha risposto, per conto del sindaco, alle domande riguardanti la sede bolognese della multiutility. Giannini ha rassicurato i consiglieri, spiegando come tutta l’attività di bonifica sia sotto il controllo di Arpa e che “le autorizzazioni relative rilasciate dall’Amministrazione comunale prescrivono che almeno il 10% dei campioni di controllo sia sottoposta ad analisi in contraddittorio con Arpa. Per questi interventi di bonifica parte dei sopralluoghi di controllo di Arpa sono svolti congiuntamente a personale tecnico dell’Amministrazione comunale”. “Per quanto riguarda il tema della tutela alla salute dei dipendenti di Hera – ha continuato Giannini – premetto che per ogni fase del procedimento di bonifica è stata coinvolta l’Azienda Sanitaria Locale competente, proprio al fine di valutare costantemente l’accettabilità delle condizioni sanitarie sia nelle fasi pre-intervento sia nelle fasi di progetto in riferimento ai nuovi usi e agli interventi previsti. Si precisa che, nell’ambito dello stesso procedimento di bonifica, è stato valutato, per ogni fase di intervento, il rischio derivante dalla situazione di fatto quindi antecedente gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza già progettati, autorizzati e in parte anche già conclusi. E’ stata pertanto verificata l’esposizione per i lavoratori e, in taluni casi, sono state impartite limitazioni d’uso temporanee e definite conseguenti priorità di intervento. La Conferenza dei Servizi ha inoltre approvato un piano di monitoraggio periodico della qualità dell’aria degli ambienti di lavoro (ambienti al chiuso) i cui esiti sono trasmessi agli organi controllo Arpa e Ausl e non hanno mai comportato l’attivazione di ulteriori presidi.Tutte le analisi – come abbiamo già detto – raccolte in una relazione consegnata semestralmente ad Arpa e Ausl, hanno costantemente escluso qualsiasi profilo di rischio per i lavoratori e per i cittadini, in quanto i valori rilevati risultano largamente al di sotto dei riferimenti di legge. I tempi di attuazione delle diverse fasi di intervento di bonifica, di trattamento della contaminazione e di messa in sicurezza, sono stati determinati in riferimento alle valutazioni dei rischi sopra richiamate alla situazione di fatto e al complesso coordinamento tra le attività di risanamento e gli interventi di riqualificazione urbanistica. Hera continuerà perciò ad operare nel pieno e completo rispetto dell’Accordo di Programma e delle soluzioni di bonifica in esso identificate, a tutela dei lavoratori e dei cittadini, considerando i profili di rischio, e sotto la vigilanza degli enti di controllo”.

Report. Il Comune: “Su Hera usati documenti vecchi”. La replica: “Falso, zona contaminata”

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