Hera. Sindaco e multiutility: “Allarme infondato”

hera falda

Bologna, 26 nov. – Il piano di bonifica del sito Hera di viale Berti Pichat a Bologna procede con tempi precisi, “tutto è sotto controllo, non esiste nessun pericolo per i cittadini e i lavoratori, quindi è stato dato un allarme infondato”. Lo ha detto il sindaco Virginio Merola, oggi intervenuto nella commissione consiliare dove sono stati sentiti anche il presidente di Hera Tomaso Tommasi di Vignano e i tecnici di Arpa e Asl. Sullo stesso tono anche il numero uno della multiutility: “La rappresentazione parziale e non contestualizzata fornita in questi giorni, oltre a recare grave danno alla reputazione dell’azienda e potenizalmente ai suoi soci, ha determinato uno stato di allarme sociale non giustificato dallo stato di sicurezza in cui si trova” (il sito, ndr).

“Analisi dei rischi non significa che ci siano rischi”, ha aggiunto Merola che parla di documentazioni sempre fornite. Ma i lavoratori dicono che i loro rappresentanti per la sicurezza non hanno ricevuto tutte le informazioni previste dalla legge. “Quello è un tema sindacale”, taglia corto il primo cittadino.

Alla stessa sollecitazione, Tommasi di Vignano risponde: “L’abbiamo fatto fino dal 2008, perché c’è una sintesi del progetto pubblicata lo stesso anno in cui è partito il progetto, si poteva immaginare che qualcuno la guardasse”. Hera non si rimprovera nulla e conferma la fine dei lavori di bonifica per il 2018. A chi gli chiede quanto c’è ancora da asportare dal sottosuolo, risponde: “Il tema dell’asporto non è fondamentale”, dipende da quello che si trova.

Ma i lavoratori, che nel pomeriggio incontreranno i vertici aziendali, ribadiscono che i loro rappresentanti per la sicurezza non hanno ricevuto comunicazione tempestiva sulle limitazioni d’uso di alcuni edifici, nate dalle analisi di rischio. Vittorio Rubini, rsu Cgil, annuncia verifiche per capire se fra il 2009 e il 2013 le limitazioni d’uso siano state rispettate, anche se all’insaputa dei lavoratori, con l’interdizione di alcuni spazi. Prima dell’inchiesta di Report, spiega Rubini, i lavoratori “sapevano solo che ci sarebbe stato uno smaltimento legato alla riqualificazione dell’area, mentre dei livelli di contaminazione abbiamo appreso da Report”.

Quanto alla “macchia verde” rilevata sulla palzzina 4 (uno degli edifici dell’area da bonificare), Tommasi di Vignano ha spiegato che è stata analizzata e si tratta solo di umidtà legata al lungo periodo di inutilizza. Poi illustra il monitoraggio dell’aria, da cui si ricava che “non ci sono stati e non ci sono rischi per la salute del personale”. Infine dagli studi idrogeologici si ricava che “non ci sono rischi tangibili e tanto meno immediati che un inquinante sotto il suolo dell’area possa raggiungere le falde interessate dall’approvvigionamento idrico”.

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