Hera. Modena prende tempo, Bologna la segue: 6 mesi di tregua sulla vendita delle azioni

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Bologna, 2 dic. – Se Bologna dovesse seguire Modena e votare per il rinnovo del patto di sindacato di Hera per i prossimi sei mesi allora Sel potrebbe anche dare il suo assenso a quella che diventerebbe una sorta di tregua politica tra il Pd e i vendoliani. “Ma la nostra contrarietà non cambierà, non voteremo mai provvedimenti che porteranno il controllo pubblico di Hera sotto al 51%”, dice Egle Beltrami, coordinatrice di Sel Bologna.

Ieri pomeriggio il Consiglio comunale di Modena ha dato il via a maggioranza (a favore Pd, Sel e CambiaModena) al rinnovo per sei mesi del Patto di sindacato tra i soci pubblici di Hera, che scade a fine anno, “per valutare le disposizioni della Legge di Stabilità 2015 rispetto alla razionalizzazione delle società partecipate locali”. Lo scenario è quello anticipato dal sindaco di Bologna Merola di fronte ai costruttori di Ance: far scendere le quote pubbliche in Hera dal 51 al 35% e rastrellare così milioni su milioni per risanare i bilanci dei Comuni azionisti e permettere nuovi investimenti. Un’eventualità che però a Sel non piace. “Non voteremo assolutamente il progetto annunciato da Merola – dice Egle Beltrami – non accettiamo il ricatto per cui il governo taglia i fondi agli enti locali e poi gli permette di svendere le partecipate”.

Beltrami lamenta anche la scarsa comunicazione all’interno della maggioranza di centro sinistra che governa sotto le Due Torri. “Abbiamo appreso del programma di vendere quote Hera dai media. Una pratica di non condivisione che purtroppo non è nuova e che non ci piace”. Da qui l’annuncio dei vendoliani: se in Consiglio comunale bisognerà votare sulla vendita di azioni Hera, Sel sceglierà il ‘no’, “e su questo faremo una battaglia – dice Beltrami – mai sotto al 51% di controllo pubblico”.

Nel caso però si arrivasse ad un voto sulla falsariga di quanto già successo a Modena – “so che anche a Bologna è prevista questa strada“, racconta ai nostri microfoni il sindaco modenese Giancarlo Muzzarelli – allora il ‘sì’ di Sel ai sei mesi di rinnovo arriverà. Sotto le Due Torri ancora un voto in tal senso non è previsto, ma la calendarizzazione dovrebbe arrivare a breve e così dovrebbe succedere in tutti gli altri comuni inseriti nel patto di sindacato che controlla Hera. L’idea è quella di capire che farà il governo e quali provvedimenti saranno approvati, a cominciare da quello sul ‘voto plurimo’ che, se andrà in porto, potrebbe permettere di controllare la società con meno della metà più uno della azioni. “Se vogliamo prenderci 6 mesi di tregua per discutere allora facciamolo pure – dice Beltrami – il punto per noi però non cambia, se si parla di scendere sotto il 51% comunque voteremo contro”.

Sulla vendita di azioni Hera dice la sua anche lo Spi Cgil di Bologna. “Hera è anche proprietaria della rete e non solo gestore di un servizio e se si privatizza, l’Amministrazione Comunale non sarà più proprietaria della rete”, sottolinea il segretario Valentino Minarelli, che ricorda gli esiti del referendum “nel quale i cittadini si sono espressi chiaramente per mantenere il servizio pubblico nella distribuzione dell’acqua”.

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