Hera. Giunta Merola approva vendita 7,4 milioni di azioni

Bologna, 1 lug. – La Giunta del Comune di Bologna, come già annunciato, ha dato il via alla vendita della quota libera delle sue azioni Hera, circa 7,49 milioni di azioni, dalle quali si pensa di incassare circa 15 milioni di euro.

Lo spiega la vicensindaco, Silvia Giannini, a margine della riunione, precisando che “ne abbiamo già parlato con la maggioranza”, e che si tratta, appunto, delle azioni libere dal patto di sindacato e quindi l’operazione non mette in discussione il controllo pubblico sulla partecipata. Quei 7,49 milioni di azioni, infatti, sono solo una piccola parte, circa lo 0,5% del totale di quelle in mano all’amministrazione, che ne possiede circa 152 milioni. Quello che si ricaverà, aggiunge Giannini, andrà per la manutenzione della città , per l’edilizia pubblica e scolastica, insomma “per operazioni meritevoli che lasceremo in eredità alle prossime generazioni”.

Palazzo D’Accursio, prosegue la vicesindaco, per poter fare degli investimenti e non alzare le tasse, ha poche strade: gli oneri di urbanizzazione, le alienazioni, “che pero” non stanno andando benissimo, viste le gare andate deserte”, i mutui (uno di 20 milioni è già stato annunciato) oppure la vendita di queste azioni. Il prezzo del titolo Hera, peraltro, dall’inizio del 2014 ha mostrato un andamento crescente della performance raggiungendo un valore massimo di periodo di 2,172 euro per azione il 28 aprile. Per questo, il Comune spera di poter ricavare circa 15 milioni dalla vendita che “faremo attraverso un intermediario e sul mercato telematico”. La decisione della Giunta Merola ora deve passare al vaglio del Consiglio. “Spero che questo passaggio avvenga entro fine mese, così, appena possibile avremo fondi” per la manutenzione della città e l’edilizia, e quindi, conclude la vicesindaco, “anche per rilanciare l’occupazione”.

“Votremo sì al provvedimento”, dice il capogruppo del Pd a Palazzo d’Accursio Francesco Critelli. “Se le condizioni sono quelle esposte dalla vicesindaco non abbiamo contrarietà”, spiega Cathy La Torre di Sel.

 

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