“Grande disperazione”, Sconciaforni ha visitato il Cie


25 ago. – E’ una situazione di grande disperazione quella che ha trovato il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Roberto Sconciaforni che questa mattina è riuscito a visitare la sezione femminile del centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Bologna. Ieri la struttura è stata teatro di una protesta, l’ennesima, delle donne detenute contro il prolungamento dei tempi di detenzione che ora possono arrivare fino a 18 mesi.

Sconciaforni, dopo una trattativa durata oltre un’ora, è riuscito a visitare il centro: “Chiamiamolo per quello che è-ha detto uscendo-un carcere in cui sono rinchiuse persone che non hanno commesso alcun delitto”.

Ascolta Sconciaforni all’uscita dal Cie Sconciaforni_cie_sito

Il consigliere ha incontrato le detenute, al momento 36 e ha visto che 3 di loro hanno lividi su braccia e mani: segni, dicono, dell’intervento della polizia di ieri. La questura, che a fine giornata aveva parlato di otto agenti contusi, aveva escluso l’uso dei manganelli, ma non di un contatto. Le detenute hanno parlato a Sconciaforni di bastoni che la polizia avrebbe usato durante le fasi più concitate della protesta. Forse un problema di traduzione, le donne parlano poco italiano, ma sta di fatto che alcune portano sulla pelle segni evidenti.

Ascolta Sconciaforni Sconciaforni_cie_contuse_sito_

Le detenute hanno iniziato da cinque giorni uno sciopero della fame: sono stanche e non ce la fanno più. Ascolta la testimonianza. testimonianza_sito

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