Granarolo. Legacoop e Si Cobas firmano l’accordo

Bologna, 22 lug. – Riassunzioni entro fine agosto, ritiro delle denunce accumulate in mesi di blocchi ai cancelli della Granarolo. Sono alcuni dei punti dell’accordo firmato questa mattina in prefettura tra Legacoop e il sindacato Si Cobas che ha appoggiato la protesta dei facchini.

La cassa integrazione in deroga verrà estesa per altri 60 giorni, fino al 31 agosto, quando i lavoratori dovrebbero trovare una nuova collocazione nelle cooperative di Legacoop: “Legacoop attraverso le aziende associate si impegna a riavviare un percorso di assunzione di lavoratori a tempi pieno e indeterminato senza periodo di prova e con identico livello di inquadramento rispetto all’attuale…” si legge nell’accordo.
Oltre alla disponibilità a rinunciare alle pretese economiche per entrambe le parti l’accordo prevede anche il ritiro delle “denunce fatte dalle aziende interessate presso le istituzioni competenti a carico delle persone che a vario titolo hanno partecipato attivamente alle proteste legate alla vertenza”.

“Un accordo sulla carta che dovremo far rispettare, perché non siano promesse da marinaio” è il commento del sindacato Si Cobas.

Restano fuori dall’accordo i 14 lavoratori Cogefrin. Il gruppo milanese ha inviato una propria controproposta in cui si chiede una conciliazione sul piano economico.
Usman, uno dei lavoratori ex Cogefrin, si dice comunque molto cauto nei confronti dell’accordo: “Un accordo così era già stato firmato nel luglio dell’anno scorso. Speriamo che lo rispettino altrimenti torneremo ai cancelli”. E su Cogefrin: “Stiamo aspettando solo Broccoli (Elia Broccoli, uno dei dirigenti Cogefrin, ndr)”.

Dei 22 ex Granarolo che cercano una ricollocazione sei verranno riassunti la prossima settimana, due entro il 31 luglio, i restanti 13 entro il 31 agosto. Uno ha già avviato un percorso di selezione ad Hera.

La protesta è iniziata più di un anno fa per una riduzione in busta paga operata dalla ditta in appalto Sgb, che operava alla Granarolo (Legacoop) e per conto di Cogefrin (in interporto), e poi continuata per il licenziamento dei 51 lavoratori.

Erano presenti in presidio in piazza Roosvelt, durante la firma in Prefettura, sia i lavoratori ex Sgb che gli attivisti del Laboratorio Crash, da tempo al fianco della protesta. Il centro social, in una nota, parla di “nuovo e gigantesco passo in avanti imposto dalla straordinaria resistenza degli operai nei confronti dei padroni”, e nei confronti di Cogefrin gli attivisti attendono la firma “promettendo fin da ora iniziative conflittuali nel caso l’azienda non rispetti i patti siglando definitivamente l’accordo”.

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