Granarolo. Arriva Agrofood, l’incubatore per giovani imprenditori

Bologna, 31 gen. – Idee per start-up cercasi: da febbraio iniziano le selezioni di Agrofood Business Innovation Centre, un nuovo incubatore di imprese del settore alimentare e agro-industriale. Su iniziativa di Granarolo, Gellify, Camst, e molte altre aziende, e con la collaborazione di Unibo, Enea, Aster e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energie e lo sviluppo sostenibile, Agrofood sosterrà start-up promettenti nello sviluppo della loro idea di impresa. Tramite un comitato tecnico scientifico verranno selezionati i progetti più innovativi fra quelli candidati e fra quelli notati sul mercato per una prima rosa di 12 imprese. I loro fondatori saranno coinvolti in un periodo di formazione intensivo al termine del quale resteranno solo le cinque o sei start-up più meritevoli. Dopo di che riceveranno un finanziamento iniziale di 15 mila euro più un ulteriore finanziamento di 20 mila al raggiungimento degli obiettivi del progetto.

Così facendo sarà possibile far competere idee e imprese giovani in mercati dove la concorrenza non premierebbe la poca esperienza, motivo per cui l’Università di Bologna è diventata partner, come ha detto il rettore Francesco Ubertini: “Quello che viene presentato oggi è un tassello di un ecosistema molto vivace dove il sapere e la conoscenza che vengono dai centri di ricerca e università, dalle imprese con l’aiuto delle istituzioni creano le condizioni migliori per sviluppare, innovare valorizzando i più giovani, che nel nostro specifico sono gli studenti”.

      Agrofood Ubertini

La sede di Agrofood BIC sarà Villa Due Torri, un edificio a tre piano situato a Granarolo. Lì sorgeranno gli uffici delle 6 vincitrici della selezione e del training, che potranno usufruire delle risorse messe in campo dal presidente Gianpiero Calzolari: “La prima cosa che mettiamo a disposizione delle start-up è la posizione, questa villa che abbiamo comprato appositamente. Avranno poi un budget iniziale e dei servizi, segreteria e rete. Poi puntiamo a intercettare l’interesse delle aziende socie a finanziare l’evoluzione dei progetti o anche enti che si occupano di sostenere e finanziare le start-up, da società di venture capital o i vari istituti di credito”.

      Calzolari

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