Gramigna, la mappa degli orti

Dall’orto idroponico a quello immaginario, passando per decine di orti urbani comunali oppure improvvisati sui balconi, il progetto Gramigna conta più di cento segnalazioni verdi sulla mappa, in continua espansione.
E’ un modo per “fare massa critica” e mostrare il bisogno di spazi verdi, ma anche un luogo in cui raccontare le piccole azioni quotidiane dei coltivatori urbani, con fotografie e commenti. L’intervista a Giusy Aloe dell’Orto47 su Datajournalism.it

Il progetto parte da Bologna, precisamente dall’Orto47 dietro l’Ospedale Maggiore, un orto urbano che è anche un blog, in cui i suoi “contadini metropoltani 2.0” Giusy Aloe, Serena Conti e Massimo Barbieri, raccontano piccole gioie e sperimentazioni nella produzione di verdure, frutta e fiori.
Un’idea contagiosa. Giusy e Serena, poco dopo l’apertura del blog, diventano il riferimento di chi vuole raccontare il proprio piccolo e, durante il raduno Coltivare RappoOrti a Bologna, nasce l’idea di una mappa. La realizzazione avviene grazie ad un’azione di crowdfunding offline che si chiama “Cosa Bolle in pentola”, una serie di cene in cui i partecipanti propongono progetti e votano quello che alla fine verrà finanziato col ricavato del pasto.

Un piccola cifra, 500 euro, che ha permesso alle due di chiedere l’aiuto di amici professionisti e modificare un template pensato per siti e-commerce e trasformarlo in un  localizzatore di zone verdi.
Il logo, riuscitissimo, della designer Margherita Scarpone, si distribuisce in colori diversi nella mappa realizzata insieme a Giuglielmo Apolloni di Kilowatt.

Ora vi sono segnalati orti urbani (comunali o meno), orti sui balconi, aree ortive, orti fuori porta, community garden, azioni di guerrilla gardening (realizzati o in corso di organizzazione), parchi e giardini botanici pubblici, fontanelle. Chiunque acceda al sito ha la possibilità di compilare un form per segnalare il proprio orto e presentarlo con un testo e le immagini. C’è chi si sbizzarrisce con i nomi: Pizzorto, OrtoRock, Ginorto, Insorto, St’orto. C’è chi ancora l’orto non ce l’ha ma lo progetta secondo un modello frattale di Mandelbroot.
Gramigna è stato presentato in Università, nel convegno sulle Smart City, nel Festival sul turismo responsabile It.a.cà, a Sana Off, nei laboratori per bambini ed è uscito dalle Mura di Bologna toccando Milano, Ancona Trento,

“L’idea è semplice” ci sottolinea Giusy, “dice semplicemente ‘Mappati, sarà bello vedere che siamo in tanti’ e questo semplice invito funziona”.

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