Google non ha il senso dell’umorismo (ma premia la cura dei contenuti)

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Foto CC/Flickr di Antonio Manfredonio / Manfris

10 gen. – “La seconda pagina di Google è il miglior posto dove nascondere un cadavere, perché non ci guarderà mai nessuno”: con un pizzico di humor nero ci addentriamo nel mondo dei motori di ricerca. Pensatech (@Pensatech) ci racconta cosa sono, l’evoluzione del Re dei motori, Google, e qualche consiglio per farsi trovare meglio.

Barbara Sgarzi (@BarbaraSgarzi), esperta di digital marketing e social media, ci spiega che Google non ha il senso dell’umorismo, quindi meglio titoli semplici e chiari, senza giochi di parole. E’ importante “il tocco umano“, non lasciatevi tentare dalle applicazioni che pubblicano in contemporanea su diversi social network, pensate a cosa state facendo e a chi vi rivolgete.

Secondo Massimo Carraro (@Maxthemonkey), copywriter e fondatore di Monkey Business, la cosa più importante è la cura dei contenuti, che paga anche sul lungo periodo. Nel web sono cadute le barriere tra siti di informazione, aziendali, di intrattenimento, i contenuti si cercano ovunque, l’importante è la chiarezza su cosa si veicola.

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