Good Bye, Yashin! – La prima

La prima puntata della trasmissione nostalgica di sport, politica ed economia pianificata realizzata in collaborazione con Una foto diversa della Prima repubblica. Ogni giorno e Prima Repubblica football club per celebrare degnamente i Mondiali di calcio di Urss 2018. Della “squadra che vince non si cambia”, la stessa di Qui un tempo era tutta campagna. Elettorale, fanno parte anche l’Istituto Carlo Cattaneo, il professor Roberto Grandi e il facinoroso artista geometra Max Collini. Durante la puntata sono intervenuti: Nicola Sbetti, storico dello sport e co-autore di “Storia della coppa del mondo di calcio“; Pietro Figuera di Russia2018; Michele Mastrandrea, uno dei curatori di Solo un gioco?, ebook edito da Infoaut; Cinzia Bianco, ricercatrice e analista di Limes; Giulio Maria Piantedosi, giornalista corrispondente da Madrid per Popolare Network.

Per comodità, vostra, abbiamo diviso la trasmissione in quattro parti.

La prima parte in cui si scopre che il Luminoso segretario è in trasferta a Napoli e il facinoroso Collini è bloccato nel traffico di via Stalingrado; inoltre, grazie al professor Sbetti, si impara che la prima edizione della Coppa del Mondo di calcio risale al 1930 e, grazie al dottor Figuera, che per la Russia il 2018 non sarà ricordato per i mondiali.

      La Prima della prima_low

 

La seconda parte in cui Collini raggiunge lo studio dopo il viaggio della speranza da Reggio a Bologna, il serenissimo prof Sbetti spiega il privilegio del calcio inglese in seno alla Fifa, Piantedosi da Madrid spiega lo psicodramma del tecnico spagnolo Lopetegui esonerato alla vigilia del Mondiale.

      La Seconda della prima_low

 

La terza parte in cui il serenissimo prof Sbetti racconta il legame indissolubile tra calcio e politica e in cui l’autonomo Mastrandrea illustra il volume edito da Infoaut dedicato proprio alla politica e al calcio.

      La Terza della prima_low

 

La quarta parte in cui Bianco spiega dell’Arabia Saudita, della sua forma di governo, dei suoi legami con gli Stati Uniti d’America e in cui Collini riflette sul perché gli Usa non abbiano mai sentito il bisogno di esportare la democrazia nella penisola arabica.

      La Quarta della prima_low

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