Glenn Branca: “Date soldi ai musicisti”

glenn branca

11 febb. – A sessantacinque anni, Glenn Branca è in piena forma. L’ha dimostrato venerdì scorso al FreakOut Club, dove ha intrattenuto un pubblico per lo più attento con un set breve e intensissimo. Proprio in occasione dell’unica data italiana del musicista, l’abbiamo invitato in radio per farci raccontare qualcosa sulla sua sterminata attività compositiva: Branca, infatti, è attivo da una quarantina d’anni nella scrittura di musiche per chitarre o per orchestre. Nei suoi ensemble per chitarra hanno spesso militato i Sonic Youth, che riconoscono a Branca uno status quasi di “padrino”. Ma non c’è sempre gloria in queste vicende, tant’è che ai nostri microfoni Branca ha subito sollevato un problema molto concreto: la sopravvivenza di chi fa musica.

“Ho chiamato il mio tour Invisible Paintings“, ci ha spiegato “perché in fondo è quello che faccio sul palco: dipinti invisibili”. Ma allora, si è chiesto il nostro ospite, perché un surrealista californiano può guadagnare un quarto di milione di dollari lavorando qualche settimana a un dipinto e un musicista, invece, non ha diritto a farsi dei soldi? La discussione si è fatta incalzante, come potete riascoltare qua sotto: ci siamo addentrati nell’esplorazione dell’arte contemporanea, nell’esame del concetto di unicità dell’opera d’arte, fino a riflettere sulla performance in sé, sul rapporto tra musicista e pubblico.

Ma nell’intervista troverete anche delle curiosità sui brani che Branca ha eseguito: lo sapete, per esempio, che la maggior parte dei suoi brani sono stati composti su una vecchia chitarra classica, di notte, in bagno, per non svegliare la sua fidanzata addormentata nella stanza accanto?

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.