Giù le mani dalle feste civili

Il Governo, per stimolare la produttività, ha proposto di spostare alla domenica successiva la celebrazione del 25 aprile, Festa della Liberazione, del Primo maggio, Festa dei Lavoratori, e 2 giugno, Festa della Repubblica. Già il giorno dopo che in conferenza stampa il ministro Giulio Tremonti aveva annunciato questa intenzione molte voci contrarie si erano levate. Sulla stampa, ma soprattutto su internet, molti politici, amministratori, sindacalisti, intellettuali e semplici cittadini avevano manifestato il proprio disappunto. Wu Ming ha scritto, in un intervento sulla propria newsletter: “La crisi è il pretesto perfetto. Non stanno sistemando i conti: stanno regolando i conti coi nemici storici: gli operai, l’antifascismo…”

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è quella lanciata dal sindaco di Forlì Roberto Balzani, storico dell’università di Bologna, e dal consigliere regionale del Pd Thomas Casadei. Una petizione on-line per dire “no alla soppressione delle feste civili“.

Ascolta Casadei Casadei_petizione_sito

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