Giochi nei parchi. Senza privati, manutenzione insostenibile

9 gen. – Il Comune di Bologna non ce la fa più a farsi carico da solo della manutenzione dei quasi 1.300 giochi dei parchi cittadini, che, dal 2008 a oggi, pesa in media 800 mila euro all’anno. Di qui l’apertura ai privati e il tentativo di puntare su giochi più semplici, in metallo anziché in legno o in plastica, meno costosi da aggiustare e sostituire quando sono vecchi o danneggiati.

Ci vorrà un nuovo regolamento del Verde, per permettere di dare concretezza al principio di sussidiarietà, sul quale l’amministrazione conta per affrontare la gestione delle aree verdi dedicate ai giochi, aprendo a ipotesi di sponsorizzazioni e donazioni anche da parte delle ditte produttrici di giochi.

Ascolta l’assessore all’Urbanistica Patrizia Gabellini gabellini giardini sito_130109

Alcuni privati, ha detto oggi in commissione il direttore del settore Ambiente Roberto Diolaiti, sentito insieme all’assessore, si sono offerti di allestire aree gioco con ingresso a pagamento di alcuni euro alle Caserme rosse e in un’area verde di fronte alla Manifattura.

Palazzo D’Accursio, insieme ai presidenti di quartiere, sta lavorando a un piano che entro 3-5 anni rinnoverà le aree gioco. Accanto ai parchi di quartiere, verranno individuate 8-9 aree di “rilevanza urbana”, che saranno ripensate per attrarre genitori e figli da ogni parte della città. Per ciascuna di queste ultime, il Comune stima di spendere fra i 150 mila e i 250 mila euro, per un totale di 1,5 milioni.

Oggi ciascun “blocco gioco” può costare fra i 15 mila e i 50 mila euro, compresa la pavimentazione anti-trauma, che è la parte più costosa.

(Immagine in homepage tratta dal sito del Comune di Bologna)

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