Giardini Margherita. Una capanna da adottare

capanna villanoviana

Immagine tratta dal sito www.museibologna.it

Bologna, 12 mar. – La capanna villanoviana costruita nel 1988 all’interno dei Giardini Margherita è chiusa alle visite dal 2011, quando una nevicata ha danneggiato il tetto di paglia e legno. I lavori di recupero sono stati per la maggior parte eseguiti nel 2012 (per un importo di circa 5.500 euro), ma si sono fermati perché è mancata la seconda tranche del finanziamento necessario (altri 3.800 euro). A questo si aggiunge la necessità di un approfondimento sulle nuove norme di sicurezza e igiene, per valutare se un manufatto di paglia e sterco bovino, progettato e realizzato rispettando le tecniche di costruzione antiche, oggi sarebbe ammesso a ospitare le scolaresche.

Sono questi i punti interrogativi che per ora bloccano la riapertura di questa vera e propria sala esterna del Museo civico archeologico di Bologna. Sono emersi stamattina durante la commissione consiliare in cui è stata sentita anche la direttrice del museo, Paola Giovetti. E’ stata lei a quantificare oggi in 11 mila euro le risorse necessarie a completare i lavori, mentre quelle per la manutenzione ordinaria e per la gestione didattica della capanna sono tutte da definire. Ma l’Istituzione musei per ora non li ha trovati e le priorità, all’interno dello stesso Museo archeologico, oggi sono la salvaguardia dei reperti originali e lo stesso edificio trecentesco che li contiene, in manutenzione dopo i danni causati dalle ultime nevicate. E i lavori sono tanto più urgenti perché si sta preparando per il prossimo autunno una mostra sugli Egizi.

A richiamare l’attenzione sulla capanna villanoviana, che si trova nell’area verde lungo via Castiglione, è stata una ex insegnante delle scuole Fortuzzi, Marinella Ruggeri, che in passato ha portato in visita tante scolaresche in quella costruzione a due passi dalle aule e oggi non può portarci i nipotini. Ora propone che la capanna sia adottata dalla cittadinanza.

“Ben vengano i finanziamenti privati, ma non sono così facili da ottenere”, commenta la direttrice Giovetti, che invece spera nell’arrivo di fondi dall’Art bonus, l’agevolazione fiscale introdotta dal governo per chi fa donazioni.

Già nel 2001 la capanna è stata ricostruita, dopo che un incendio nel 1998 l’aveva distrutta. Da allora ha ospitato ogni anno una quarantina di scolaresche in visita, una piccola porzione dei circa 70 mila visitatori annuali del Museo archeologico, in costante lieve crescita negli ultimi anni.

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