A Gaza senza gasolio niente acqua potabile, la denuncia del Gvc

Bologna 31 lug. – Nella Striscia di Gaza il gasolio scarseggia sempre più e senza gasolio si fermano le pompe per l’acqua e per le reti fognarie, ma si fermano anche i desalinizzatori. La denuncia della situazione sempre più drammatica della rete idrica della Striscia sotto le bombe di Israele arriva dalla ong Gvc, che opera da anni proprio in questo settore. Stefano Gambini, operatore Gvc, ha ricordato ai nostri microfoni anche l’allarme dell’Onu: tra due anni l’acqua di Gaza sarà inutilizzabile.

Gvc ha costruito a sud di Gaza una rete fognaria che serve 150 famiglie e nella stessa zona ha costruito anche un desalinizzatore che produce acqua potabile. Per ora queste strutture non sono state colpite dalle bombe di Israele, che hanno invece già distrutto in altre zone della Striscia parti della rete idrica e fognaria. Senza gasolio poi le pompe funzionano a rilento, così come i desalinizzatori. Una situazione sempre più drammatica, che deve fare i conti con i problemi strutturali dell’acqua nella regione. Nella striscia infatti l’acqua è salata e oleosa. Gambini ci racconta la situazione e le ragioni delle crescenti difficoltà:

Gvc aderisce alla raccolta fondi delle organizzazioni italiane per procurare farmaci alla popolazione di Gaza (ecco le info) ed ha lanciato anche la campagna SOS GAZA per  garantire sostegno e accesso all’acqua a circa 90 mila persone, di cui quasi 40 mila bambini e 25 mila donne, principalmente gruppi di sfollati e le comunità della Middle Area della Striscia di Gaza. 

 

Nella foto, presa dal sito di Gvc una bambina della comunità di Al-Mehtwesh, ad est di Gerusalemme

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