Fumogeni e letame, lo sciopero dei collettivi

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Bologna, 12 dic. – Secchi di letame e fumogeni: sono le ‘armi’ portate in piazza questa mattina dai collettivi Hobo e LàBas che hanno sfilato contro Jobs act e politiche del Governo Renzi. Circa 200 persone, in larghissima parte studenti medi, hanno sfilato per il centro da piazza San Francesco a Piazza Verdi senza mai incontrare i cortei della Cgil. “Siamo noi la piazza alternativa” hanno gridato a più riprese.

Durante la marcia, diverse ‘azioni’. La prima contro Bankitalia: coperti da tute bianche, un paio di attivisti del collettivo LàBas ha incollato manifesti contro le colonne della sede di piazza Cavour. “Avremmo voluto mettere lucchetti di cartone davanti alle cancellate, ma loro si sono nascosti dietro la polizia” dicono dal microfono dell’impianto audio montato su di un furgone. A proteggere l’ingresso c’erano schierate due squadre di Polizia e Carabinieri in tenuta antisommossa.

Il corteo è poi ripartito verso piazza Minghetti e, superata la piazza, ha voltato in via Castiglione e poi in vicolo De’ Chiari. Lì la seconda azione: in vicolo Monticelli si trova l’ufficio notifiche Esecuzioni e Protesti della Corte d’Appello di Bologna. Anche lì, contro gli uffici da cui partono gli ufficiali giudiziari per l’esecuzione degli sfratti, gli attivisti di Làbas, coperti da una densa cortina di fumogeni, hanno lanciato due secchiate di letame. “Basta sfratti” hanno gridato.

Ripartito verso via Cartolerie, il corteo ‘selvaggio‘ è arrivato in via Santo Stefano. Prima però, come sul palco di San Remo, un cambio d’abito: abbandonate le tute bianche in via De’ Chiari, sono spuntate alcune divise rosse da Babbo Natale. Davanti alla sede del Nuovo Centro Destra rispuntano i fumogeni, i secchi di letame e Babbo Natale che con una bomboletta scrive sul muro “La mafia del capitale”.

‘Inversione a U’ e i 200 prendono via Urbana e, dopo piazza Aldrovandi, attraversano la zona Universitaria: davanti all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’Università, all’incrocio tra via Belmeloro e via Zamboni, gli attivisti di Hobo hanno incollato alcuni manifesti con la scritta ‘Io non lavoro gratis’ mentre quelli di LàBas hanno appeso mutande su di un improvvisato filo da stendere.

Ripartito, il corteo riprende a sfilare su via Zamboni, arriva a porta San Donato e prende i viali in direzione Porta Mascarella. Davanti alla sede di Hera, gli attivisti di Hobo e Idra indossano mascherine e appendono uno striscione per protestare contro la multiutility e ‘l’interramento di rifiuti tossici’.

In piazza anche un centinaio di attivisti dei collettivi autonomi Cas e Cua: partiti da piazza XX settembre, gli antagonisti hanno sfilato in corteo passando per i viali e la zona universitaria, tracciando scritte a vernice spray e tirando uova contro banche e agenzie di lavoro interinali. Blocchi dalle prime luci dell’alba anche all’Interporto, dove hanno scioperato i lavoratori della logistica.

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