Dalla Svezia a Londra, guardando agli anni Novanta. Intervista ai Francobollo

21 nov. – Siamo rimasti davvero colpiti quando in redazione, qualche mese fa, è arrivato il disco dei Francobollo, quartetto di svedesi di stanza a Londra dal curioso nome italiano. Il loro esordio Long Live Life, uscito la scorsa estate, è una sorta di prematuro “Greatest hits” della band: dopo una gavetta di sette anni sui palchi di Londra, infatti, il gruppo è stato scoperto dal noto produttore Charlie Andrew (già al lavoro in passato con Alt J e Madness) che se ne è innamorato e ha deciso di firmarli per la sua neonata Square Leg producendoli e registrandoli lui stesso, scremando dal centinaio di demo raccolti in tutti questi anni dodici convincenti tracce di pop rock sferzante e solido.

Per trovare delle coordinate soniche utili a descrivere il sound di questi anglo-svedesi occorre dirigersi verso la West Coast di una ventina d’anni fa: “Suoniamo un rock’n’roll loud and quiet” si scherniscono loro. I brani dei Francobollo – in effetti – presentano delle influenze piuttosto accentuate per la California degli anni Novanta (Grandaddy, Weezer, Pavement) e condividono con quella fortunata stagione di indie rock nord-americano anche un certo entusiasmo (ben evidente, già a partire dal titolo dell’album) ed un senso di spensieratezza e levità, colti entrambi alla perfezione nelle take registrate nell’album. I brani, infatti, sono nati in un’atmosfera decisamente rilassata ed amichevole: per farli sentire a loro agio il produttore ha incoraggiato i Francobollo ad invitare in studio durante le recording sessions amici e fan, rigorosamente dotati di birretta d’ordinanza, per ricreare quel clima live a loro tanto caro.

Questa sera i Francobollo suonano al Freakout, domani sera concludono il tour europeo a Milano: in vista di un doppio appuntamento imperdibile abbiamo intervistato ai microfoni di Cotton Fioc Sam Bailey, bassista del quartetto, che ci ha raccontato – fra le altre cose – la bizzarra origine del loro nome, la decisione di trasferirsi da Lund, in Svezia, nella capitale britannica, gli anni della gavetta londinese e l’entusiasmo dei loro primi tour europei.

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