Forza Nuova sfila in via Garibaldi. “Ci siamo ripresi Bologna”

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Bologna, 18 ott. – “Ci siamo ripresi Bologna” dice Roberto Fiore, leader nazionale di Forza nuova, sul cassone del camioncino parcheggiato in piazza San Domenico. Davanti a lui, in una piazza blindatissima, circa 150 militanti del partito di estrema destra provenienti da tutta la regione e anche da Veneto e Lombardia. Quasi tutti uomini, camicie bianche, anfibi, una bandiera a testa, uno striscione d’apertura: “Prima gli italiani“.

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I forzanovisti non hanno molta voglia di parlare con i giornalisti. “Da dove venite?” chiediamo ad un gruppo di teste rasate che ascoltano il comizio di Fiore appoggiati ai tavolini di un bar, chiuso non appena il gruppo di neri è entrato in piazza San Domenico. “Noi non abbiamo un cazzo da dirvi” rispondono con un marcato accento veneto. Proviamo con altri, più vicini al camioncino: “Veniamo da Vicenza”. Ma di più non dicono.

In piazza San Domenico i forzanovisti ci arrivano in corteo percorrendo viale XII Giugno e poi via Garibaldi. Marciano lenti e in file ordinate, sventolando la bandiere del partito e i tricolori. In coda c’è anche una donna bionda, con una bandiera bianca con sopra un cuore e una croce. “E’ la bandiera vandeana” dice con orgoglio. “Diritto alla casa, diritto al lavoro, non ce l’abbiamo noi, non ce l’avranno loro” gridano le ugole nazionaliste e tradizionaliste. Il ‘loro’ dello slogan sono “gli immigrati”. Il corteo bolognese è una tappa della mobilitazione che il partito di estrema destra ha organizzato per il 18 ottobre in tutta Italia, contro Mare Nostrum e contro l’accoglienza dei migranti.

La lentezza nel marciare e nel coprire le poche centinaia di metri che portano a piazza San Domenico è dovuto ad un ritardo di Fiore. Il segretario nazionale di Forza Nuova arrivava da Bergamo, un’altra delle piazze, insieme ad Ancora, Bologna, Napoli e Palermo, in cui i suoi avevano organizzato presidi contro l’immigrazione.

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Noi non siamo a Milano a quella pagliacciata della Lega e di Casapound” dice dal palco-camioncino Luca Castellini, leader veronese di Forza Nuova. “Alfano scafista sei il primo della lista” gridano i militanti mentre Fiore, con un’ora di ritardo, sale sul camioncino, aiutato da Mattia Piras, coordinatore cittadino.

Prima di lui parla l’avvocato bolognese Gianni Correggiari, emblema della destra nostalgica bolognese. E’ lui il primo a scagliarsi contro il sindaco Virginio Merola, colpevole di aver detto che Forza Nuova e i neofascisti non avrebbero cittadinanza a Bologna. “Noi ce la siamo presa la cittadinanza a Bologna” dice Correggiari a cui poco dopo fa eco Fiore. Il fondatore (insieme al cantante Massimo Morsello, deceduto) di Forza Nuova, prima ricorda i tafferugli del 5 ottobre scorso, a margine del presidio delle sentinelle in piedi, elogia i suoi “ragazzi che si sono difesi”, e poi urla contro immigrazione e accoglienza.

Una mezz’ora prima, mentre il corteo dei forzanovisti si avvicinava a piazza San Domenico, dalla parte opposta di via Garibaldi, in piazza Cavour, andavano in scena gli scontri tra antifascisti e polizia. “Boia chi molla è il grido di battaglia” urlavano, a mo’ di scherno e provocazione, i forzanovisti.

Quando un paio di agenti sono stati accompagnati al pronto soccorso dalle ambulanze del 118, uno uomo di mezza età con bandiera di Forza Nuova in mano, a pochi passi dall’agente, dice: “Così imparate a difendere gli antifascisti”.

Al termine del comizio di Fiore, i manifestanti di estrema destra si sono incamminati su viale XII Giugno.

“Dove sono gli antifascisti?” gridavano per scherno mentre, protetti da un ingente schieramento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, sono stati accompagnati fino al parcheggio dello Staveco.

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