Forza Italia contro il Comune: “Artifizi e raggiri per favorire l’Arcigay”

Bologna, 17 ago. – “Non è la politica degli esposti, è che noi vogliamo solamente far applicare le leggi”. Si difende così Marco Lisei, consigliere comunale di Forza Italia che assieme a Galeazzo Bignami, forzista che siede invece nel consiglio regionale, ha annunciato un doppio esposto sull’assegnazione della Salara di via Don Minzoni al circolo Arcigay “Il Cassero” di Bologna. Dopo una procedura ad evidenza pubblica e un patto di collaborazione arrivato a conclusione di mesi di discussioni e incontri, la Salara è stata riassegnata all’Arcigay e ad altre associazioni della galassia lgbt bolognese (qui la delibera e lo schema di convenzione). La cosa però non è piaciuta a Forza Italia, che ha deciso di presentare in Procura un esposto ipotizzando il reato di abuso d’ufficio. C’è anche un secondo esposto, questa volta indirizzato all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione.

La guerra che la destra riapre contro il Comune e l’Arcigay corre su due binari. Sul fronte amministrativo Lisei e Bignami sono convinti di poter dimostrare che l’assegnazione è avvenuta irregolarmente attraverso una delibera dirigenziale che “utilizza artifizi e raggiri burocratici” e che ha evitato la messa a bando dell’immobile preferendo procedere con un’assegnazione diretta dopo un “vago” avviso pubblico. L’altro fronte è quello dell’abuso d’ufficio. Secondo i due consiglieri potrebbe esserci stato un favoritismo dell’amministrazione nei confronti dell’Arcigay. “Non sappiamo se sia così, chiediamo una verifica a chi di dovere”.  Nell’esposto in Procura per abuso d’ufficio, Forza Italia chiede dunque che sia valutata sia la posizione del sindaco Virginio Merola sia quella del presidente del Cassero, Vincenzo Branà.

Uno stralcio dell’esposto all’Anac di Raffaele Cantone

“Tra Arcigay e sinistra c’è una forte compenetrazione politica- accusa il capogruppo Fi in Regione, Galeazzo Bignami- il discrimine nell’assegnazione degli spazi è dovuto al fatto che il Pd tenta di tenersi buone sacche di consenso, come dimostra l’appello al voto di Arcigay in favore del sindaco Merola al ballottaggio. Ma non si possono scegliere i soggetti a cui assegnare gli spazi in base alla contiguità politica e culturale. Alla base qui c’è un’affinità politica da approfondire”. I due consiglieri dicono di “non avere elementi”, e “per questo” chiedono alla Procura di indagare su “un orizzonte che prospetterebbe l’ipotesi di abuso d’ufficio”. Lisei e Bignami fanno anche un passo in più e guardano al futuro. “Non vorremmo che qualcosa del genere si ripetesse per Làbas”, dicono facendo riferimento alle recenti aperture della giunta verso il centro sociale sgomberato.

cassero salara

L’assegnazione della Salara è arrivata dopo numerose polemiche e discussioni anche interne al Pd. I dem renziani di estrazione cattolica (ma non solo) avrebbero preferito un bando e quindi la messa a gara della Salara. Nel novembre 2016 il sindaco mise fine alle discussioni.  “Un bando generale non ha senso – disse Merola – invece sarà importante per tutti un avviso pubblico per proposte di patti di collaborazione, per valutare e condividere assieme alla comunità gay un progetto sul futuro del Cassero”. A inizio 2017 fu pubblicato un avviso pubblico aperto a tutte le realtà lgbt, furono raccolti progetti e si tennero due giornate seminariali. E’ dal documento finale stilato il 31 marzo e contenente i progetti delle associazioni partecipanti che è nato il patto di collaborazione. “Abbiamo concluso un lavoro importante ed impegnativo che però è solo l’inizio di un nuovo modo di collaborare tra Comune e associazioni lgbtqi– commentò l’assessora Susanna Zaccaria – ora dovremo dare attuazione al patto sostenendo le attività delle associazioni che hanno partecipato per il raggiungimento degli obiettivi condivisi nel percorso di coprogettazione”. Un modo per farlo è stata proprio la riassegnazione della Salara, base fisica attraverso cui dare gambe al “Piano di azione locale per la promozione e la tutela dei diritti della comunità LGBTQI suddiviso in tre diversi assi tematici: servizi alle persone, educazione e formazione, cultura e socializzazione”. E’ in questo contesto, ritenuto da Forza Italia irregolare e in qualche modo politicamente viziato dalla vicinanza della parti, che la Salara in via Don Minzoni è stata individuata come “sede istituzionale per realizzare gran parte degli interventi, dei progetti e delle attività complementari e sussidiarie rispetto ai servizi comunali previsti nel patto”.

 

 

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.