I Forconi visti da vicino

forconi sitin bologna

Bologna, 13 dic. – Continuano un po’ in tutta Italia le mobilitazioni del cosiddetto movimento dei Forconi. A Bologna, dopo l’exploit di lunedì e martedì, la protesta si è limitata ad un poco presidio in piazza del Nettuno, decisamente poco partecipato. In altre città invece, Torino in testa, la protesta ha coinvolto migliaia di persone.

Disoccupati, precari, studenti e soprattutto rappresentanti del ceto medio impoverito sono scesi in piazza a più riprese a Torino. Per cercare di capire un po’ meglio di che tipo di protesta si tratti, abbiamo chiesto aiuto a chi ha seguito per Popolare Network le mobilitazioni di Torino e Milano: Roberto Maggioni di Radiopop Milano e Gianluca Gobbi di Radio Flash Torino.

Sotto la Madonnina la mobilitazione dei Forconi non è di massa: qualche centinaio di persone ha partecipato ai presidio in piazzale Loreto. Al mattino in prevalenza giovani, provenienti dalla periferie. Nel pomeriggio adulti colpiti dalla crisi. Sul calar della sera compare sempre l’estrema destra organizzata con degli striscioni contro le banche. I centri sociali e le realtà organizzate di sinistra rimangono in disparte ad osservare.

A Torino il discorso è diverso. La città della Mole è una delle capitali della protesta (interessante in proposito l’articolo di oggi su Il Manifesto del sociologo Marco Revelli). Sono migliaia le persone che hanno partecipato alle manifestazioni e anche agli scontri con la Polizia. Fin da subito in piazza sono scesi anche i movimenti autonomi, in primis i militanti del centro sociale Askatasuna.

Sporcarsi le mani“: è questa la linea scelta dai militanti di Askatasuna che fin dai giorni precedenti l’inizio della protesta (lunedì 9 dicembre) ne hanno seguito l’evolversi. “Era come se ci fosse attesa” dice Gian Luca ricordando i primi giorni del mese: “La gente ci chiedeva, voi cosa fate”. Per questo gli autonomi hanno deciso di avvicinarsi ai forconi, studiarli e hanno trovato che in mezzo c’è di tutto: partite iva impoverite, precari, qualche fascista (“a Torino sono storicamente pochi” dice Gian Luca) e tanti giovani dalle periferie. Polemici con la scelta di altre realtà di movimento, quelli dell’Autonomia torinese continueranno a seguire da vicino l’evolversi del movimento dei Forconi sotto la Mole.

Per quanto riguarda la situazione bolognese, come dicevamo in apertura, la partecipazione è molto più contenuta. Qua sotto le voci raccolte nei giorni scorsi durante il presidio in Piazza del Nettuno.

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