Fondi comunali per startup e occupazione

12 feb. – Il Comune di Bologna mette a bando 2,6 milioni di euro per le imprese che decidono di innovare nei settori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (1,6 milioni), del commercio e artigianato e della moda e design (1 milione). Metà del finanziamento, che può arrivare fino a 150 mila euro per ciascun assegnatario, è a fondo perduto; il resto è un prestito a tasso agevolato dello 0,50% da restituire entro quattro anni. Le nuove imprese, le startup, possono usare i fondi anche per la gestione, quelle già esistenti, invece, solo per gli investimenti innovativi. Saranno privilegiate quelle che creano occupazione stabile.

Le imprese vincitrici si impegnano a rimanere per due anni nelle aree individuate dal bando, preannunciato sabato scorso dal sindaco Virginio Merola, che al secondo forum per il Piano strategico metropolitano aveva parlato di 1 miliardo di investimenti in quattro anni.

Il bando viene rinnovato dal 2000, in base alla legge 266 del 1997 per sostenere o recuperare aree poco sviluppate; ma quest’anno è la prima volta che il Comune fa tutto da solo, perché il governo non ha più stanziato i fondi.

Ascolta l’assessore al Commercio Nadia Montinadia monti sito_130212

Le risorse sono state trovate grazie alle restituzioni dei prestiti fatte dalle imprese che hanno partecipato alle edizioni passate. Dal 2000 sono 115 le imprese finanziate e 330 i posti di lavoro creati (70 solo nel 2012). L’anno scorso furono messi a bando 2,194 milioni, divisi fra 32 partecipanti selezionati, di cui 18 start-up.

Questa mattina la giunta comunale ha licenziato anche una delibera che fa parte dell’agenda per il lavoro, che sarà prsentata il 20 febbraio in commissione. Si punta a inserire una clausola sociale negli appalti per la fornitura di beni e servizi per favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Oggi è stato dato il via libera alla creazione di un gruppo di lavoro che dovrà elaborare una bozza di regolamento, da presentare in marzo alla giunta. Della cabina di regia faranno parte l’assessore ai Servizi sociali Amelia Frascaroli e i colleghi di giunta Matteo Lepore, Riccardo Malagoli e Luca Rizzo Nervo. Ogni anno saranno scelte le tipologie di appalto da inserire nel progetto e quale quota (dal 3 al 5%) riservare all’inserimento delle categorie svantaggiate, che, in base alle direttive europee, vanno dall’handicap alla fragilità lavorativa (giovani e espulsi dal mercato del lavoro).

A Torino questo provvedimento ha portato 500 inserimenti lavorativi in più nel 2012, spiega l’assessore Frascaroli, fiduciosa in un effetto di alleggerimento per i servizi sociali bolognesi; l’assessore distingue questa misura dai lavori socialmente utili su cui sta lavorando il collega Malagoli.

Ascoltaamelia frascaroli sito_130212

 

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