Fiom E-R. “Referendum contro il jobs act”

Bologna, 11 mar. – 600 delegati ne discuteranno durante l’attivo previsto per venerdì 13 marzo a Modena, ma il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani non ha dubbi: per fermare il jobs act serve un referendum, accompagnato da un nuovo statuto dei lavoratori. Allo stesso tempo la Fiom dell’Emilia-Romagna annuncia battaglia azienda per azienda contro gli effetti dell’applicazione delle nuove norme sul lavoro e attraverso lo strumento classico della contrattazione punta a renderle inapplicabili.

Il sindacato dei metalmeccanici ha proclamato 4 ore di sciopero entro marzo e si augura che la mobilitazione si allarghi ad altre categorie. Venerdì prossimo all’attivo regionale parteciperanno anche il segretario della Cgil Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, che concluderà i lavori. Sullo sfondo la manifestazione a Roma del 28 marzo della Fiom con il mondo associativo. “Tutto di politico, niente di partitico”, chiarisce Papignani, respingendo ancora una volta l’ipotesi che la Fiom voglia creare un nuovo partito.

Il segretario regionale delle tute blu assicura che cercherà di rendere inagibile il jobs act in tutte le occasioni che si presenteranno: esuberi, stabilizzazione dei nuovi assunti, sistema degli appalti, demansionamento, scorporo di ramo d’azienda. E sulle nuove assunzioni Papignani dice: “Vogliamo che siano fatte, naturalmente, ma non col contratto a tutele crescenti”.

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