Finalmente legalità e giustizia

Il resoconto che segue è quello che avrei scritto se vivessimo in un paese civile.

Dopo la documentatissima denuncia del servizio pubblico televisivo, (“Presa Diretta” domenica 8 febbraio RAI 3) che ha mostrato lo stato di abbandono in cui si trova la scuola italiana in tre regioni italiane, sono arrivati gli ispettori del ministero e hanno chiesto a dirigenti scolastici, insegnanti, consigli di istituto, quali iniziative sono state prese per far fronte alla situazione di degrado in cui versano le scuole (dalla fatiscenza degli edifici, all’evasione dell’obbligo scolastico, alla dissoluzione del denaro e del patrimonio pubblico). Nel contesto della loro iniziativa, trovandosi di fronte a mille irregolarità, omissioni e veri e propri reati, gli ispettori si sono avvalsi della consulenza della dirigente scolastica napoletana che si batte da anni contro l’evasione scolastica arrivando al punto di raggiungere gli alunni anche a casa loro e di accompagnarli dolcemente e fermamente a scuola. L’inchiesta televisiva ha aperto un vero e proprio caso giudiziario.
Il Procuratore di Reggio Calabria, d’intesa con i colleghi di Napoli e Palermo, ha aperto un’inchiesta. Fonti vicine ai palazzi di giustizia affermano addirittura che su alcuni soggetti indagati (dirigenti scolastici, amministratori comunali, provinciali e regionali,) pesi, tra le altre, l’ipotesi di reato di attentato alla costituzione (art. 3, 4, 33, 34).
Nel frattempo davanti ai magistrati impegnati nelle indagini sono stati convocati (per il momento semplicemente come “persone informate dei fatti”) gli ex ministri Berlinguer, De Mauro, Moratti, Fioroni e l’attuale ministra Gelmini. Ma la tempesta che investe la scuola non si limita alle indagini della magistratura.
Dopo la provocazione pedagogica lanciata dalle maestre della scuola Longhena di Bologna, la stampa, lungi dall’accontentarsi delle veline ministeriali o di dichiarazioni isteriche di qualche dirigente, comincia ad indagare su come vengano applicate le nuove norme sui voti in decimi nelle scuole e porta alla luce inquietanti notizie. In alcune scuole, nel silenzio di dirigenti che pure si erano distinti per il loro zelo in altre circostanze, vengono sanzionati con “3”, “4”, “5”, alunni arrivati da pochi mesi in Italia, senza che nessuno abbia denunciato la mancanza di interventi di alfabetizzazione. Analoghi voti vengono dati ad alunni italiani, con l’aggravante, per i docenti coinvolti in queste pratiche, di non aver fatto relazione alcuna di quali interventi essi abbiano messo in opera per superare eventuali difficoltà di apprendimento o problematiche di tipo socio-affettivo. Il “terremoto delle pagelle“, seguito alle denunce di molti insegnanti che hanno rotto con i loro colleghi il tradizionale riserbo (qualcuno parla forse impropriamente di omertà), potrebbe indurre la ministra a ritirare la circolare sulla valutazione.
Sembra a questo punto che….

A questo punto torniamo alla realtà. Gli ispettori ministeriali sono andati alla scuola Longhena di Bologna. Ma non sembra fantascienza questa?

Mirco Pieralisi

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