Santa Lucia. Ambulanti al Tar: “Troppo stretti i nuovi chioschi”

Bologna, 12 nov. – Il Natale si avvicina e sotto il portico dei Servi inizia il montaggio della Fiera di Santa Lucia, non senza polemiche. Dopo due anni di discussione questo doveva essere l’anno del passaggio alle nuove strutture in legno, volute da Comune e Soprintendenza, che sostituiscono le tradizionali bancarelle, diverse l’una dall’altra. A qualcuno piacciono: “Meglio della baraccopoli di prima” dice una commerciante. Ma mentre lei monta la nuova “casetta” dall’altra parte del portico protestano una quindicina di ambulanti, che contro l’obbligo del nuovo progetto si sono anche rivolti al Tar. Hanno cercato di montare le vecchie baracchine, ma i vigili li hanno bloccati.

“Le nuove strutture sono piccole”, sintetizza Andrea Salvan, che l’attività l’ha ereditata dal nonno che a Santa Lucia faceva il mercatino di Natale prima della guerra. Lui vende oggetti natalizi, dagli alberi alle palline, ma i problemi più grossi, spiega, sono per chi vende il cibo. A creare problemi è soprattutto la parete diagonale che riduce lo spazio all’interno. Gli ambulanti sono preoccupati che le strutture vengano contestate dall’Ausl e hanno chiesto al Comune di assumersi la responsabilità del progetto, racconta Salvan. Il progetto però è arrivato solo a fine ottobre e senza il timbro del Comune. Una sola è la ditta che per ora le produce al costo di 6mila euro, troppo per molti di loro.

Mancano solo due settimane all’inizio della Fiera di Santa Lucia e gli ambulanti in protesta attendono la risposta dal Tar entro pochi giorni.

Insieme ai commercianti dissidenti ci sono Ugl ambulanti e Confesercenti, mentre Ascom replica: “Il progetto era stato approvato da tutti”.

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