“Notti bianche” del Pratello archiviate dalla Procura di Bologna

La Procura di Bologna chiede l’archiviazione del fascicolo aperto sulle notti di festa che, tra il 13 e il 15 novembre scorso, hanno “scaldato” via del Pratello in solidarietà agli osti colpiti dalle restrizioni all’orario di apertura firmate dal sindaco Sergio Cofferati. Iniziative che fecero infuriare i residenti favorevoli alle ordinanze del Comune, come il comitato Al Cruse’l, che parlò di “un vero e proprio rave nel cuore della città, totalmente illegale e impunito“. In merito ai due episodi fu anche convocato in Prefettura il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, dove Cofferati affermò che “un rave non autorizzato non si deve realizzare, e in situazioni simili deve intervenire la polizia“. La valutazione della Procura, oggi, ridimensiona i contorni dell’accaduto. Sulla base delle informative di Digos e Polizia Municipale, per piazza Trento e Trieste si trattò di eventi con prevalente carattere di spettacoli di piazza e ascolto di musica a volume eccessivo. Un reato, certo, per il quale tuttavia secondo la Procura è impossibile individuare dei precisi responsabili. Sempre per la Procura, inoltre, le feste del Pratello non possono essere qualificate come
riunioni sediziose” perché manca ogni profilo ed elemento di violenza. Né si può parlare di manifestazione pubblica non autorizzata, poiché nonostante la diffusione via web dell’invito a partecipare, centinaia di cittadini hanno aderito volontariamente a titolo di solidarietà, privilegiando la conservazione della tradizionale vita notturna della zona ma a scapito, precisa la Procura, delle esigenze dei residenti di riposare in tranquillità.

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