Ferro Solo: le mie storie d’amore, doppi e fantasmi

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27 mar. – Lo conosciamo come uno dei due chitarristi dei Cut e inevitabilmente abbiamo citato il trio che tanto amiamo quando Ferruccio Quercetti è venuto a trovarci a Maps. Il conduttore di Dirty Water ha deciso, qualche tempo fa, di prendere una chitarra acustica e di narrare le sue storie. “Quando ero bimbetto, in Abruzzo, non avevo nessuno con cui suonare la musica che mi piaceva”, ha raccontato il nostro ospite, riportando a quel periodo un possibile germe di quello che è diventato ora un “progetto musicale” a sé stante, Ferro Solo. “Ho iniziato a scrivere cose più personali che facevo più fatica a condividere con la band”.

E infatti, come potrete capire dalle tre canzoni dello showcase, Ferro Solo parla di sé, declinando i suoi racconti secondo varie sfumature. Si parla d’amore, certo, ma anche di cose più inquietanti, come nel primo brano del live, “Doppelgänger”, in cui Ferruccio racconta di un incontro con una persona amata che forse non era quella di prima. Altre volte, invece, ci si abbandona a ricordi struggenti di un passato che non c’è più. I pezzi hanno una natura spontanea: “Li dovevo fare: sarà banale dirlo, ma nascono in maniera sentita e necessaria. E dei riferimenti musicali ci ha parlato lo stesso Quercetti: “Sono tantissimi, ma devo dire che amo Smog, così come gli Stones più acustici e intimi”.

Ascoltate lo showcase: potrebbe essere uno dei punti di partenza di un disco che Ferruccio sta preparando, “arrangiando alcuni brani e lasciandone altri in acustico, per poi cercare un’etichetta“, ci ha detto, concludendo usando un plurale che potrebbe essere riferito al suo passato/presente con i Cut o al suo futuro con qualche altro musicista: “come abbiamo sempre fatto”.

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