Ferrara, dove il Pd si gioca tutto sulla sicurezza

7 mag. – Si chiama Grattacielo: 20 piani, 90 metri di altezza, 210 appartamenti, due torri. Ai suoi piedi spaccio a cielo aperto. A Ferrara una parte importante della campagna elettorale in vista delle amministrative del 26 maggio, in concomitanza con le elezioni europee, si gioca proprio attorno  al tema sicurezza. “Tutti colpa dei migranti”, dicono in molti. “Lì lo spaccio c’è sempre stato”, ribatte chi in zona ci vive da decenni. Fatto sta che questa volta la Lega di Salvini – e il suo candidato Alan Fabbri – sognano il colpaccio, forse già al primo turno. E, paradosso per un’Emilia-Romagna dove il Pd ha sempre governato, il candidato dei democratici Aldo Modonesi è costretto a rincorrere. In mezzo i voti del Movimento 5 Stelle e delle liste del centro sinistra, incapaci di proporre un nome unico attorno al quale raccogliere consensi.

Reportage da una città dove la sinistra di governo proverà a resistere all’onda leghista.

      Ferrara, dove il Pd si gioca tutto sulla sicurezza

 

Con Ferrara inizia il ciclo di trasmissioni “La grande paura. I Comuni al voto nell’Emilia-Romagna non più rossa“. Oltre a Ferrara gli inviati di Radio Città del Capo vi racconteranno le principali città in regione alla prova del voto: Modena, Cesena, Forlì, Mirandola e la zona del terremoto, Reggio Emilia e i Comuni del circondario bolognese.

 

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